"Ti avverto, chiunque tu sia.
Oh, tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,
se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi
non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa,
come pretendi di trovare altre meraviglie?
In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.
Oh, uomo conosci te stesso e conoscerai l'Universo degli Dei." Oracolo di Delfi

Questo blog non vuole convincere nessuno, non contiene la verità assoluta...
é solo un punto di vista, una collina, dalla quale ammirare il panorama: la collina non fornisce nuovi occhi per guardare, ma solo un punto sopraelevato, diverso dal solito, dal quale guardare il panorama con i propri occhi!
Grazie a chiunque vorrà lasciare un commento!

venerdì 24 dicembre 2010

Vigilia? Mangio pesce!

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Oggi giorno di vigilia nella maggioranza delle case italiane verrà consumato pesce dicendo :" beh noi oggi facciamo vigilia, e per la vigilia si mangia il pesce..."
Beh vi siete mai chiesti perchè? Naturalmente la cosa deriva dalla religione cattolica che vieta di mangiare carne per la vigilia e tutti i venerdi del mese...
Ebbene questo divieto in realtà è un richiamo a consumare cibo austero o magari ad astenersi del tutto dal mangiare, in segno di attesa, rispetto, contemplazione del grande avvenimento che ci si presta a celebrare... Un tempo tale richiamo si trasformava automaticamente in un "non mangiate carne", in quanto mangiare carne era considerato un lusso, un qualcosa da fare in occasione di una festa, era considerato comunque un cibo da ricchi, un cibo "di livello"...
Oggi mangiamo carne ogni giorno, è una cosa considerata normale.... Ed ecco che chi "segue la tradizione", chi è cattolico, non mangia carne per la vigilia... Ma come sostituirla? Ma certo con il pesce! un cibo ancora oggi considerato di lusso...
Ecco che un giorno che per la religione cattolica sarebbe da trascorrere nel digiuno o perlomeno consumando cibi austeri, si trasforma in un giorno in cui mangiamo uno dei cibi più lussuosi, il pesce...

Da parte mia nessun problema, ribadisco sempre che le religioni sono un buon modo per mantenere controllate le persone, quindi non necessariamente le loro imposizioni si rivelano essere qualcosa di giusto...
il problema nasce dal momento in cui le persone continuano a dire:" ah, per la vigilia BISOGNA mangiare pesce.." , "perchè?", "Beh, perchè si è sempre fatto così, è la tradizione, noi siamo cattolici , quindi facciamo così..."  in questo modo visti da fuori non si può che apparire stupidi, ignoranti , inconsapevoli: si sostiene che si debba fare una determinata cosa, (mangiare il pesce), in quanto si segue la religione cattolica e non ci si ferma nemmeno un momento a chiedersi che senso abbia ciò che si stà facendo, non ci si ferma nemmeno un momento a riflettere su cosa possa significare la regola di non mangiare carne la vigilia... Si segue la scappatoia che tutti seguono, inconsapevoli del fatto che è una scappatoia, criticando chi magari mangia carne per la vigilia, senza accorgersi che mangiando pesce da un punto di vista cattolico non si è certo migliori di chi sta mangiando carne....

Tutto questo per ribadire ancora una volta che ogni giorno facciamo cose senza conoscerne il perchè, senza porci nessuna domanda, trascinati dal "si è sempre fatto così" facciamo cose credendo che abbiano un significato menttre spesso ne hanno un altro.... Viviamo nell'ignoranza e nell'incosapevolezza e abbiamo al contempo la convinzione di conoscere tutto ciò che c'è da conoscere...

Buon natale a tutti...

martedì 21 dicembre 2010

Il finale di partita...

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Tutto intorno a noi evidenzia che siamo al finale di partita... una partita che dura da millenni, una partita che vede l'umanità contrapposta a qualcosa di non ben definibile, un qualcosa che spesso in questo blog viene chiamato sistema, un qualcosa che non sappiamo da chi è gestito, un qualcosa che potrebbe addirittura far parte di noi, un qualcosa che comunque ci allontana dal nostro vero essere, dalla nostra vera vita...
Ebbene siamo al finale di partita, tutto sembra ormai perduto per l'umanità, sembra solo una questione di tempo, una questione di poche mosse e poi il sistema avrà vinto la partita, realizzando così la grande opera di incatenamento, soppressione della nostra vera essenza, la riduzione dell'umanità a una schiera di automi non senzienti...
Sono tempi interessanti, tempi bui secondo tante profezie antiche, tempi in cui l'apocalissse sembra vicina, tempi di grandi cambiamenti...
Ma tutto questo non deve far paura... La strada è stata seguita fino a qui, alla ricerca della meta ed ora la meta è molto vicina; anche se apparentemente siamo arrivati a un vicolo cieco, anche se apparentemente la partita sembra persa...
Il sistema appronta le sue mosse finali, ma ora stà a noi muovere, è il finale di partita, ora ci si gioca tutto, ora o mai più! E la soluzione per vincere la partita esiste!
Lo stallo stà per sbloccarsi, intorno a noi il sistema sa come muovere e stringe sempre più la morsa: possiamo arrenderci e credere che oramai niente si puo più cambiare, che non c'è via d'uscita e bisogna accettare le cose così come sono, oppure possiamo fare la mossa vincente, la mossa che il sistema non si aspetta, la mossa che ribalterà le sorti della partita, quella mossa non può essere come le altre mosse fatte finora, dovrà essere una mossa che trascende le nostre abitudini, le nostre conoscenze, i nostri presunti limiti, sarà una mossa esplosiva, un qualcosa di estremamente potente che da troppo tempo aspetta di uscire, sarà come un vulcano che esplode, sarà una mossa incontenibile... E questo può avvenire solo al finale di partita, solo al finale di partita dentro di noi può essere raggiunta la "pressione" necessaria per scoppiare!
Pensiamolo ogni giorno: siamo al finale di partita, è il momento di dare il meglio, è il momento di stupire, se fosse un film sarebbe il momento in cui parte la musichetta esaltante e il protagonista che ha subito tante avversità trova la forza di reagire e vincere!

Ricordiamoci anche che comunque non è una guerra, non è una battaglia, è una partita, un gioco, un gioco molto bello e avvincente, un gioco 3d super evoluto... Buon divertimento!



E allora accendiamo l'interruttore :)

domenica 19 dicembre 2010

Visione globale, ufficiale e alternativo...

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La maggioranza delle persone è addestrata a difendere le informazioni che conosce, le informazioni che gli sono state inserite nel corso degli anni dai media, dalla società, dai genitori. Quando si presenta una informazione che stravolge una qualche convinzione si tende a non dargli troppo peso, a evitare di approfondirla per davvero, bollandola facilmente come una informazione sicuramente sbagliata figlia di un insieme di paranoici che hanno come loro fortezza principale internet...
Questo è quello che ci insegna la televisione: internet è pieno di informazioni sbagliate veicolate da personaggi che desiderano l'anarchia e mirano a screditare tutto e tutti senza nessuna prova e nessun dato dalla loro parte... Ne consegue che spesso chi riceve informazioni alternative tende a vederle come tutte provenienti da quel calderone inattendibile che gli hanno insegnato essere internet... I media però non dicono che esistono un sacco di libri che contengono informazioni alternative, libri che approfondiscono le questioni molto bene, portando dati e prove ben verificabili... Ma leggere un libro per farsi una idea, per poter valutare bene una idea prima di bollarla come fandonia risulta per molti un qualcosa di troppo impegnativo: viviamo nell'era della velocità, non abbiamo tempo, 15 minuti di telegiornale e già sappiamo tutto quello che dobbiamo sapere... Ci stanno coltivando davvero bene... Ed ecco che quella informazione che ci era arrivata agli orecchi diventa per noi l'ennesima fandonia, l'ennesima "voglia di veder complotti dovunque", senza che nemmeno sappiama da dove quella informazione provenisse, su quali dati si basasse, con quali argomenti sorreggeva la sua tesi... Ancora una volta sistema 1 individuo 0...
Poi questo non vuol dire che leggendo un determinato libro che tratta di un determinato argomento definito “alternativo”, automaticamente cambieremo idea, ma almeno

lunedì 6 dicembre 2010

La soluzione esiste!

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Come prima cosa pongo un bel indovinello:

Un giorno un re per dimostrare al popolo la sua bontà d'animo decide di liberare un prigioniero, convoca il popolo e davanti a tutti chiama il prigioniero.
A questo punto il re dice al prigioniero: " Vedi, su questo tavolo c'è un bicchiere, su quell'altro ce ne è un altro, sotto di essi c'è una pallina, io ho messo una pallina bianca e una pallina nera, se saprai dire dove è la pallina bianca avrai sarai libero, altrimenti rimarrai in prigione per sempre come da condanna..." In realtà però il re era perfido e aveva messo sotto quei bicchieri solo palline nere: il prigioniero che conosceva bene il vero volto del re si aspettava questa mossa, ne era consapevole.
Ora in quale modo il nostro prigioniero potrà salvarsi?


Bene, questo è l'indovinello... A prima vista sembra che il prigioniero non abbia nessuna speranza: deve trovare una pallina bianca ma ce ne sono solo delle nere!
Sembra non vi sia soluzione... Però continuiamo a pensarci nonostante l'apparente insolubilità, consci del fatto che è un indovinello e per forza di cosa deve esistere una soluzione, altrimenti non esisterebbe nemmeno l'indovinello... Continuiamo a pensare alla soluzione perchè siamo convinti che ci sia...

venerdì 3 dicembre 2010

Wikileaks, la più grande rivelazione...

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In questo giorni tutti parlano di wikileaks, dei segreti dei governi sbattuti sulla pubblica piazza, il curatore del sito viene ricercato in tutta Europa, addirittura è stato accusato di stupro, si arriva a definire l'operato di wikileaks "l'11 settembre informatico"...

Possiamo vedere la cosa in diversi modi
  1. possiamo partecipare emotivamente alla situazione, rimanendo incollati al televisore per sapere se e come questo individuo pericoloso è stato catturato, ponendo tutta la nostra fiducia nelle istituzioni, credendo veramente che tale personaggio sia un pericolo per la stabilità mondiale; un terrorista informatico da fermare in tutti i modi possibili...
  2. Possiamo elogiare wikileaks, contenti che ci sia finalmente qualcuno che dice la verità, una fonte autorevole che mette a nudo i segreti dei governi, perchè in fondo lo sappiamo che le istituzioni non sono poi così pulite come vorrebbero farci credere. quindi speriamo che non lo fermino, speriamo che Assange possa ancora mettere online altro materiale...
  3. Possiamo vedere tutta la situazione come un'ennesima presa per i fondelli organizzata nei minimi dettagli. 
Mi spiego:

martedì 30 novembre 2010

Il buco fuori dalla porta

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A- "Hey avete notato, c'è un grosso buco proprio subito fuori dalla porta..."
B- "Quindi? Cosa me ne frega a me: C'è SEMPRE STATO!"
A- "Sì, forse c'è sempre stato... Ma magari si potrebbe provare a chiuderlo"
B- "Ma cosa dici, siamo sempre andati bene così, ora arrivi tu vuoi cambiare tutto... Stai buono dai che è meglio!"
A- " Sì però se ci lavorassimo tutti insieme basterebbe poco per chiuderlo..."
B- " Ma la vuoi piantare? Sono sempre tutti usciti lo stesso, perchè non ti adegui anche tu come hanno fatto tutti?"
A- " Beh, è che mi sembra si possa far qualcosa, credo che si vivrebbe meglio se non ci fosse"
B- "Sì sì, sempre i tuoi viaggi... Dai basta, non mi stressare più, vieni con me fuori..."
A- "Va bè, però il buco c'è ed ora ci dobbiamo passare dentro... Proverò a non considerarlo come fai tu... Ma non credo ci riuscirò.... oramai mi son accorto della sua presenza, mi sono accorto di quanto sia scomodo continuare a passare da lì senza aver coperto quel buco... Mi dispiace, ma continuerò a stressarti perchè quel buco c'è anche se tu non lo vuoi vedere, perchè se tutti cominciamo a vederlo, se tutti ci accorgiamo di quanto sia scomodo passarci dentro ogni giorno, forse allora finalmente decideremo insieme di chiuderlo!"

"Chi ha orecchi intenda"

lunedì 29 novembre 2010

Perchè?

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Come è difficile guardarsi intorno, come è difficile togliersi i paraocchi...

Perchè ogni giorno continuiamo a vivere come se certe cose non esistessero?

Perchè continuiamo a sentire o a leggere determinate cose su ciò che ci circonda rimanendo comunque sempre impassibili?

Perchè accettiamo tante cose ingiuste senza nemmeno porci delle domande?

Perchè ci rifugiamo nelle classiche parole "ma tanto il mondo è sempre stato così..."?

Perchè non vogliamo aprire i nostri occhi?

Perchè continuiamo a considerare normale quello che di normale non ha nulla?

Perchè continuiamo a sperare che qualcuno faccia finire la crisi?

Perchè ci uniformiamo ogni giorno a quello che si deve fare, pensare, dire?

Perchè screditiamo chi vuole dire basta?

Perchè continuiamo ad abbracciare solo un punto di vista, il solito punto di vista, il punto di vista che ci è stato impiantato?

Perchè non iniziamo a reagire?

Perchè non la smettiamo di scegliere la strada comoda?

Perchè non iniziamo a prendere un pò di iniziativa?

Perchè non iniziamo a rialzare la testa?

Perchè leggendo questa lista di domande ci viene da chiederci "beh, e cosa dovrei fare poi io?"?

Perchè aspettiamo sempre e comunque un leader che ci manipoli trascinandoci dietro di se?

Natale e il problema dei regali

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Questa la definizione che trovo sul vocabolario della parola natale...

"Natale: solennità liturgica dell'anno cristiano, in cui si ricorda la natività di Gesù Cristo, il 25 dicembre."

Quattro giorni prima di natale il sole tocca il suo minimo durante il solstizio di inverno: abbiamo la notte più lunga dell'anno accoppiata con il giorno più corto dell'anno... Per i successivi tre giorni (22-23-24) il sole appare come fermo (Solstitium significa “Sole fermo”), fino al 25 dicembre giorno in cui il sole ricomincia ad alzarsi leggermente sull'orizzonte, è in questo giorno che gli antichi festeggiavano la rinascita del sole in un ciclo infinito che sostiene tutto ciò che è...
Nell'antica Roma ci si scambiavano luci (candele accese, torce..) a simboleggiare la rinascita del sole, il ritorno della luce, l'inizio del cammino che porterà poi al solstizio d'estate giorno in cui il sole domina le tenebre: è probabilmente da questa antica usanza che deriva la consuetudine di scambiarsi doni per natale...
Da un punto di vista più cristiano, vengono scambiati doni a simboleggiare il più grande dono che Dio poteva fare e cioè donare suo figlio per l'umanità...

Queste sono un pò le origini della consuetudine dello scambio di doni per natale (certamente ne possono esistere anche altre provenienti da altre culture, ma tutte in qualche modo collegate al solstizio d'inverno).

Simbolicamente il solstizio d'inverno rappresenta l'apice dell'introspezione, un ritorno nelle profondità di noi stessi dopo

giovedì 11 novembre 2010

Facile NON è per forza giusto.

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Noi tutti seguitiamo ad affannarci per non inciampare costantemente sui nostri stessi passi, spesso lamentandoci di quanto dura sia l'esistenza: stare al passo con la nostra idea di "vita" e di "felicità" non è cosa da poco, in effetti.
Ci sentiamo spesso vittime delle nostre stesse paure, naufraghi senza speranza in un oceano di terrificanti incertezze, costretti a sputare sangue per proteggere le poche, minuscole sicurezze che abbiamo già conquistato e messo da parte per il futuro.
Ma, se ci guardiamo per bene intorno, possiamo notare che quell'oceano pullula di infinite boe, che tutte insieme tracciano un percorso preciso per ricondurre gli sfortunati naufraghi verso la sponda tanto agognata...
Non vi è eccessiva difficoltà nell'attraversata: le boe sono grosse e ben visibili, l'unica cosa che dobbiamo fare per raggiungere il nostro scopo è seguirle.
E, ad ogni ostacolo, nascosto insidioso nelle profondità dell'oceano, dobbiamo solamente mantenere il nostro sguardo ben fisso davanti a noi, rivolto alla prossima boa, la nostra prossima ancora di salvezza...e ce la faremo.

Sotto sotto, è meravigliosamente, drammaticamente facile.

A questo link potete leggere un post moolto interessante
Un buono spunto per riflettere sulla sottile paura dilagante di "non
 essere", un occhio aperto a sbirciare un qualcosa che è già sotto il nostro naso ma che la maggior parte di noi non è in grado di vedere, o accettare (e non parlo di una cosa così apocalittica come è descritta nel post, ma di cose molto più sottili ma già pienamente avvertibili).

Ora, mi piacerebbe aggiungere qualcosa.

martedì 9 novembre 2010

Niente è impossibile...

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"Spostare delle pietre è una cosa, questo è del tutto diverso!"

"No! Non diverso! Solo diverso in tua mente... Devi disimparare ciò che hai imparato!"

"Daccordo ci proverò..."

"No! Provare no. Fare o non fare, non c'è provare!"


"Non posso crederci!"

"Ecco perchè hai fallito!"


Questo video non è solo un pezzo di un film, (guerre stellari), che racconta una storia di fantascienza... Questo video racchiude un sacco di verità condensate in poche parole...
Mettiamoci nei panni di Luke ( il ragazzo) e cominciamo ad ascoltare!

venerdì 5 novembre 2010

Hai mai visto il presente?

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Quando guardiamo il cielo stellato stiamo osservando corpi celesti distanti centinaia di anni luce dalla terra...
Questo significa che la luce partita da quei corpi centinaia di anni fa noi la vediamo oggi: stiamo guardando il passato! Quelle stelle che vediamo potrebbero anche non esistere più, ma noi lo vedremo solo quando la luce partita da esse nel momento della loro scomparsa ci raggiungerà!
La luce porta a noi una informazione che noi decodifichiamo in immagine visiva, ma quello che stiamo vedendo non è la realtà effettiva di quel momento, ma la realtà effettiva di un momento già passato, magari anche di centinaia di anni...

Fin quando si parla di corpi celesti distanti anni luce dalla terra il concetto risulta chiaro, ma in realtà la stessa cosa avviene anche quando guardiamo il mondo che ci circonda durante le nostre azioni quotidiane... Certo non si parla più di anni luce, in effetti gli oggetti che stanno a un metro da noi sono a soli

mercoledì 27 ottobre 2010

Chip! (clicca sull'immagine per vederla ingrandita)

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Questo sopra è un cartello che è appeso nella mia città, che invita i padroni di cani a fargli inserire il microchip grazie al quale poter monitorare meglio il cane stesso, proteggerlo, rendergli la vita migliore...
A prima vista sembra una cosa ben fatta, inserisco questo chip e chiunque trovi il mio cane me lo potrà restituire senza problemi, chi possiede un cane con il microchip e pensa di abbandonarlo si ritroverà un problema in più, in quanto il cane porta scritto dentro di se il nome del padrone..
Tutte cose positive, addirittura la campagna sottolinea (attraverso altri volantini informativi) che se il tuo cane potesse parlare te lo chiederebbe lui stesso..
Ma non sono del tutto convinto che sia solo una cosa positiva e non solo per i possibili risvolti sottolineati nell'immagine di apertura..
Innanzitutto dotare un cane di microchip con su inciso il nome del padrone è comunque un atto barbaro in quanto suggella la sudditanza del cane verso l'uomo, lo rende in qualche modo schiavo marchiato, la sua vita diventa di proprietà di un uomo.. Certo, è considerato normale dire questo è il mio cane, ma io sono dell'avviso che ogni creatura vivente nasce libera per essere libera e penso che quindi un rapporto con un animale domestico dovrebbe essere basato sul mutuo soccorso: il cane mi fà compagnia, fà la guardia, io gli fornisco il cibo, lo tratto meglio che posso. Ma comunque il rapporto dovrebbe rimanere a mio avviso libero: se il cane per qualche motivo se ne vuole andare credo che dovrebbe essere libero di farlo.. Il microchip gli impedisce questo in maniera assoluta, perchè chiunque verrà a contatto con quel cane lo riporterà a quel padrone dal quale il cane voleva fuggire.. Per assurdo un cane che viene maltrattato e che riesce a scappare verrà subito riconsegnato al padrone bastardo grazie al microchip...
Questa comunque è solo una mia idea pienamente opinabile...

La cosa molto più grave e molto più subdola è la via che si comincia a costruire, piano piano fino ad arrivare a quel cartello dove la parola cane è stata sostituita dalla parola uomo!
Provate a leggere come risultano le frasi scritte in quel cartello nella nuova versione..

Un uomo senza microchip è un uomo senza identità

Senza chip un uomo è di nessuno

Nessuno lo può difendere

Nessuno può impedirgli di causare incidenti

nessuno te lo può restituire


Aiutaci a combattere il randagismo

Certo, alcune magari possono sembrare un pò strane, "Senza chip un uomo è di nessuno"," nessuno te lo può restituire" ma cosa significano in altre parole? Senza chip un uomo non è controllato da nessuno, nessuno lo può controllare
e in queste ultime due frasi molti di noi troveranno i motivi più forti per convincere tutti a mettere il chip, per renderlo obbligatorio: con la paura che ci stanno inculcando, pensare a un uomo che non può essere controllato non potrà che farci cagare addosso e quindi tutti a chipparsi, tutti in fila, è poco più di una vaccinazione non si sente praticamente niente e dopo sì che si è al sicuro, che si puo stare tranquilli... Ma speriamo che li becchino tutti i randagi.. Non si puo vivere tranquilli altrimenti...

Questo è il possibile futuro, l'umanità trasformata in un branco di cani domestici, sotto stretto controllo...

Ma non deve per forza essere così, possiamo ancora fare qualcosa, possiamo ancora svegliarci, la porta della gabbia è ancora aperta! 
Apriamo gli occhi e iniziamo a VEDERE...

domenica 17 ottobre 2010

Quello che non si deve sapere sul caso Sarah Scazzi...

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Questo che segue sarà un post un pò diverso dagli altri...
Quello che leggerete è frutto di un ragionamento che non necessariamente deve essere giusto, in quanto porta a conclusioni veramente impensabili, gravi ed esagerate..
Non sarà certo un post in cui approfondire particolari macabri della vicenda, riportare testimonianze, interviste di gente distrutta, divertirsi ad indagare giocando al piccolo detective in attesa del colpo di scena, alla ricerca dello scoop dell'anno come stanno evidentemente facendo tutti i media, trasformando così una tragedia in un giallo a puntate da seguire con il fiato sospeso dalle nostre poltrone...

Detto questo, ricordate come è iniziato il caso di Sarah, le prime notizie che sono state date? immagino di sì dal momento che tutti i telegiornali ne hanno parlato, e anche non guardando la televisione lo avreste potuto sentire da qualche amico o parente: c'è sempre qualcuno intorno a noi che segue "avidamente" i telegiornali in attesa (in maniera spesso solo inconscia) della notizia tragica dell'anno, di un nuovo giallo, di una nuova tragedia in diretta, dell'inizio di una nuova puntata del grande fratello versione realtà..
Comunque, per rinfrescarci la memoria ecco qui un video (bisognerà sorbirsi 30 sec di pubblicità..) con le prime notizie sul caso Scazzi: se ne parlava già dopo che la bambina era scomparsa da soli 3 giorni..
Ma quanti minori scompaiono all'anno?
Sul sito dell'ansa a questo indirizzo leggiamo:

martedì 5 ottobre 2010

Informarsi

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Il primo passo verso una visione globale è quello di informarsi, iniziare a guardarsi intorno per scoprire cosa ci circonda...
Informarsi: una azione che a molti suona male, la maggioranza delle persone non ha certo voglia di passare ore a leggere testi, a cercare informazioni, siamo la società del tutto subito, fruizione veloce, pensiamo sempre che siano gli altri a informarsi seguendo la regola del se lo fanno tutti andrà bene... Il problema è che se lo fanno tutti non vuol dire che sia necessariamente giusto o comunque l'unica strada possibile...
Informarsi significa divenire consapevoli delle possibilità che si presentano davanti a noi...
Sei pigro? Non hai voglia di leggere libri e approfondire le cose intorno a te? Beh, puoi anche informarti solo “per titoli” cioè senza approfondire le varie possibilità ma comunque conoscendo la loro esistenza.. Diventare perlomeno consapevoli, sapere di non sapere, in modo che davanti a una notizia o a una decisione da prendere non ci si comporti automaticamente come fanno tutti, come si è sempre sentito dire ma perlomeno si possa valutare l'esistenza di opzioni diverse...

L'informazione “per titoli” può essere un inizio, un modo per iniziare a vedere le cose in modo “più allargato”, per iniziare il nostro cammino verso una visione sempre più globale...

L'importante è rendersi conto, sapere di non sapere, aprire gli occhi e smettere di bere ogni cosa che ci viene fornita dai media e dalla società in genere..

Poi certo, informarsi in modo dettagliato e soprattutto scovare la verità non è facile, internet pullula di informazioni troppo spesso contraddittorie e quindi non può essere considerato una fonte veramente  attendibile, ma quello di cui sono sicuro è che la verità, l'informazione non la si troverà sicuramente in televisione o nei giornali.

Informarsi è cambiare punto di vista, è essere pronti a perdere determinate sicurezze in cambio di una maggiore consapevolezza.

martedì 28 settembre 2010

Fede

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Cosa è la fede?
Avere fede in qualcosa significa essere convinti fino al nostro ultimo neurone, fino alla nostra ultima cellula della veridicità di quel qualcosa...
Direi che ognuno di noi ha fede nella gravità: se lasci andare un oggetto nel vuoto esso cade verso il basso, certo, nessuno di noi pensa una cosa diversa, è totalmente scontato, ogni giorno intorno a noi ne abbiamo la prova, da quando siamo nati è sempre stato così!
Abbiamo anche una salda fede nel fatto che se ci diamo una martellata su un dito proveremo dolore, che se abbiamo un osso rotto dovremo aspettare alcuni mesi perchè si ricomponga, che dobbiamo mangiare per sopravvivere etc. Tutte cose scontate...
Ultimamente alle nostre “fedi” diciamo storiche, stiamo aggiungendo nuove fedi, ancora più artefatte: abbiamo fede che aprendo il rubinetto uscirà l'acqua , che spingendo il bottone si accenderà la luce, che il cibo si trova nel supermercato etc. Quest'ultime forse son cose meno scontate, sicuramente nessuno ne aveva di simili nel 1800, ma ora, e con più passano gli anni esse si radicheranno sempre di più dentro di noi, fino a quando non diventeranno scontate come la gravità, fino a quando non si concepirà più nessun altro modo per bere acqua tranne l'aprire un rubinetto o una bottiglia, a quel punto avremo aggiunto in modo definitivo una nuova fede al nostro pacchetto di fedi, un'altra fede limitante fornitaci dal sistema che ci porta ad essere sempre più automi, a conoscere sempre meno di quello che ci circonda e di quello che siamo, tanto che se qualcuno dirà che forse per bere c'è anche qualche altro modo oltre all'aprire un rubinetto, tutti gli rideranno in faccia, dicendo che è solo un visionario...
Tutto ciò per sottolineare ancora una volta

Paura...

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Cosa ci succede quando guardiamo il telegiornale e vediamo che c'è stata una serie di stupri, assassinii, aggressioni varie? Quando ci dicono che ci sono tanti cassaintegrati, quando ci fanno vedere Ahmadinejad che inneggia alla guerra, quando ci parlano di gruppi di terroristi pronti ad agire in qualsiasi momento, quando ci parlano di virus inarrestabili? Nella maggioranza dei casi proviamo paura, un senso di insicurezza, e al contempo speriamo che chi comanda possa evitarci il peggio...
Questo è uno dei metodi migliori che ha il sistema per tenerci in pugno, per controllarci come marionette: instillarci la paura e farci credere che solo lui (il sistema) potrà proteggerci da tutte queste brutture...
Poi però un giorno ci alziamo, magari leggiamo un libro o facciamo qualche ricerca in internet e scopriamo che, molto di quello che ci viene propinato dai media non è altro che spazzatura, finalmente allarghiamo un poco la nostra visione e smettiamo di farci impaurire dal telegiornale, da notizie montate ad arte per suscitare la nostra paura e soprattutto, smettiamo di credere che il sistema, gli organi governativi, siano dalla nostra parte, smettiamo di credere che stiano facendo il meglio possibile per noi...
Continuiamo però a informarci, e scopriamo che il sistema, coloro che dovrebbero renderci la vita migliore possibile, tramano contro di noi, pensano solo ai soldi e al potere, scopriamo l'esistenza delle chemtrails, scopriamo che la medicina moderna serve per arricchire le multinazionali e non a guarire i malati, scopriamo che vaccinarsi può essere molto pericoloso, scopriamo piani globali di controllo delle persone con il fine ultimo di renderci tutti degli automi, scopriamo la presenza di ingredienti fortemente nocivi dentro ai nostri alimenti (metalli pesanti, additivi chimici, antibiotici etc.), scopriamo di essere molto più in trappola di quello che mai avremmo potuto immaginare...
Ed ecco che in noi torna a crescere quell'emozione estremamente limitante tanto cara al sistema: la paura. La paura che le cose possano solo peggiorare, la paura che determinati piani si avverino, la paura di essere impotenti, la paura di non avere altra via di uscita che dimenticarsi tutto e ricominciare a vedere le cose come prima, a ricominciare a prendere paura grazie alle notizie del telegiornale...
In questo modo, consapevoli o non consapevoli di ciò che ci accade intorno facciamo comunque il gioco del sistema: la paura è una fede negativa, la paura crea convinzioni negative che modellano la nostra vita rendendola proprio come avevamo paura che diventasse! La paura crea preoccupazione, la preoccupazione ci trascina in un vortice in cui noi poniamo la nostra attenzione sempre sulla opzione peggiore che potrebbe capitare, e questo mix di emozione (paura) e forte attenzione verso un determinato evento, ha un grande potere di attrazione dello stesso!
In poche parole Paura = Preoccupazione = Tutto và male.
Fino a quando vedremo nei limiti che  il sistema ci ha fatto credere di avere i nostri veri limiti, proveremo paura; quando apriremo gli occhi e ci accorgeremo intimamente che quei limiti non esistono, allora non ci sarà più motivo di avere paura!

mercoledì 15 settembre 2010

Ma i vaccini sono veramente innoqui come tutti dicono?

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Questo video può servire a dare una piccola scossa, a mettere la pulce nell'orecchio... Esistono tanti libri e tanti siti su cui informarsi al proposito...
Visione globale significa anche non dare niente per scontato, imparare a mettere tutto in dubbio..
Il sistema lavora ogni giorno per limitare la nostra libertà e renderci sempre più dipendenti da esso, e i tranelli si nascondono ovunque...
OCCHI APERTI!



Come sempre questo post non vuole convincere nessuno, non contiene la verità assoluta...
é solo un punto di vista, una collina, dalla quale ammirare il panorama: la collina non fornisce nuovi occhi per guardare, ma solo un punto sopraelevato, diverso dal solito, dal quale guardare il panorama con i propri occhi! Buona esplorazione!

lunedì 30 agosto 2010

Lo scopo, la verità, il lavoro e le sicurezze

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Quale è il tuo scopo?
Quale è il mio scopo?
Vi siete mai posti questa domanda? Non è una domanda semplice, difficilmente troviamo una persona che sappia con esattezza quale sia il suo scopo...
Pensando un poco ognuno di noi può dire quale pensa sia il suo scopo al momento: qualcuno potrà dire che il suo scopo sia quello di avere un buon lavoro per poter mantenere la famiglia, qualcun altro potrà dire che il suo scopo sia quello di farsi una famiglia, un altro ancora invece potrebbe avere come scopo liberarsi dalla famiglia che lo circonda e lo assilla, un altro ancora potrebbe avere come scopo quello di vedere tutto il mondo viaggiando, altri dedicano la loro vita ai soldi: all'accumulo sfrenato di denaro, altri invece hanno come scopo quello di aiutare gli  altri, poi possiamo trovare chi vuole diventare famoso, chi dedica la vita alla ricerca scientifica, chi allo sport e chi in fondo non ha idea di quale sia il suo scopo.

Penso che qualunque sia lo scopo che uno crede di avere, lo scopo principale di ognuno di noi, ciò a cui tutti aneliamo, sia lo stare bene, che è un concetto molto molto ampio, ci può essere chi crede che starà bene accumulando un sacco di soldi e chi crede che starà bene aiutando i più disagiati a stare un poco meglio, chi crede che starà bene con un lavoro fisso e chi crede che starà bene solo se diventerà famoso per qualche motivo e così via...

Quanto siamo diversi l'uno dall'altro! Forse però una cosa in comune tutti l'abbiamo: nessuno di noi sa veramente  come si faccia a stare bene nel vero senso della parola: ognuno si crea uno standard attraverso il quale valutare se sta bene o se sta male, questo in base alle sue esperienze di vita, ai suoi condizionamenti etc.
Tutto ciò ci differenzia grandemente dagli animali: essi hanno tutti lo stesso scopo, agiscono tutti in sinergia per raggiungerlo e non si pongono problemi, in realtà apparentemente non hanno scelta, nascono con una idea e rimangono con quella idea fino alla morte...
Ho riflettuto su questo e posso vederlo da due lati opposti:

lunedì 2 agosto 2010

Saliva e terra...

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A questo link potete leggere interessanti cose sulla saliva...

Impariamo ad amare il nostro corpo uscendo dai condizionamenti e dai pregiudizi e inizieremo finalmente ad utilizzarlo al meglio, a sfruttare tutte le sue potenzialità!

domenica 11 luglio 2010

Ma in fondo a me che me ne frega..?

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In questo blog parlo del sistema, della gabbia in cui siamo stati rinchiusi. Ma forse a molti possono sembrare cose comunque lontane, che non ti toccano da vicino: un mucchio di parole per descrivere un qualcosa che non si può cambiare e che comunque non sembra poi influire così tanto sulla nostra vita...
Abbiamo i paraocchi e sono anche estremamente grossi... 
Nel post dati,prove,dimostrazioni si possono trovare un sacco di link a siti che portano notizie, appunto dati, prove dell'esistenza di un sistema che ci rinchiude in una gabbia, leggendo i libri elencati ci si può fare una idea più ampia e articolata...
Ma tutto questo è completamente inutile se non iniziamo a fare 2+2, se non iniziamo a vedere gli effetti di tutto ciò nella nostra vita, se non iniziamo a collegare le cose tra loro, riunendole in un grande puzzle che ci renderà chiara la gabbia che ci circonda: fino a quando leggeremo di queste cose spinti solo dalla curiosità, dandogli il peso che si può dare a un film, non ci renderemo conto di quanto tutto ciò sia reale e sia presente nella totalità della nostra vita: addirittura i nostri pensieri, le nostre reazioni sono condizionate  da questo sistema...
Io continuo a parlare di visione globale, che è proprio questo: imparare a fare 2+2, imparare a vedere intorno a noi la deformazione che è stata data alla realtà, smetterla di vedere certi argomenti come un semplice passatempo, o un  modo diverso di informarsi, o una filosofia fine a se stessa... Volenti o nolenti ogni giorno siamo immersi in questa realtà, e certi argomenti ,affrontati troppo spesso alla leggera, sono ciò che ci descrivono veramente ciò che ci circonda..

venerdì 18 giugno 2010

I segreti dell'acqua

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Questo è la prima di nove parti:

2 parte
3 parte
4 parte
5 parte
6 parte
7 parte
8 parte
9 parte

Si parla anche dell'esperimento che anche io ho eseguito, cose apparentemente inspiegabili, l'acqua modifica la propria struttura a seconda delle nostre emozioni...
Iniziare a vedere l'acqua sotto questo nuovo punto di vista ci può aiutare ad allargare la nostra visione, a smettere di valutare le cose solo per ciò che sembrano, iniziare a vedere oltre la coltre di nebbia che ci avvolge!

venerdì 28 maggio 2010

Beh, ma questo si sa...

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Negli ultimi tempi capita spesso di sentire parlare di politica e economia a causa della crisi che stiamo attraversando: le persone parlano di ciò che i governi faranno, discutono se quelle adottate siano misure appropriate alla situazione, e propongono le misure che secondo loro i governi dovrebbero adottare, dicendo frasi del tipo:" ...dai, dai, c'è poco da fare, loro là non capiscono un cazzo, dovrebbero fare così..."
Bene, se a queste persone, preoccupate per l'andamento della crisi, gli si parla del sistema, in maniera abbastanza superficiale ma comunque chiara, dicendogli che il mondo è controllato da poche famiglie che fanno il brutto e il cattivo tempo a seconda di ciò che gli torna più utile per realizzare i propri obbiettivi, beh queste persone nella maggioranza dei casi risponderanno:" Beh, questo si sà.." L'impressione quindi è quella che in realtà non ci sia niente di segreto, che le varie "teorie del complotto" non abbiano nulla da aggiungere a ciò che la gente già sa...
In realtà è abbastanza comune affermare che i potenti fanno ciò che vogliono per raggiungere i propri obiettivi, molti affermano anche che tutti sanno che il mondo è controllato da poche famiglie..
Ebbene, le stesse persone che affermano queste cose, che dicono: "Beh, questo si sa!" si trovano a parlare dell'andamento della crisi, giudicando l'operato dei potenti, dicendo che non capiscono niente, senza accorgersi che chi non capisce niente siamo noi, che qualunque cosa essi stiano facendo è la migliore per raggiungere i loro scopi: i loro scopi sono diversi dai nostri!
E così ancora una volta le persone legano per bene il loro paraocchi, non provano ad allargare un pò la loro visuale: sanno che il mondo è comandato da pochi che possono fare ciò che vogliono, controllandoci come marionette, e al contempo si comportano esattamente come quei pochi vogliono che essi si comportino, discutono di quello che non và, delle misure prese, sperando che la loro situazione migliori, sperando che i potenti abbiano azzeccato la cura: la notizia è che la cura servirà per raggiungere i loro scopi, non i nostri, la notizia è che la cura è esattamente il motivo per cui è stata creata la malattia secondo lo schema PROBLEMA - REAZIONE - SOLUZIONE, la notizia è che la vera cura ai nostri problemi non verrà mai dai potenti, essa dipende solo da noi, è dentro di noi e aspetta solo di essere scoperta!

domenica 9 maggio 2010

L'abbandono della gabbia...

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In questo video vi sono le capre di mio fratello, per 12 anni sono rimaste chiuse nel recinto,sono nate lì dentro, gli veniva portata l'erba di cui avevano bisogno, hanno sempre avuto da bere e un posto dove andare al riparo.. Però non erano libere, non erano libere di mangiare l'erba che più desideravano, di correre in spazi aperti, di sdraiarsi su un manto erboso.. La loro vita, dalla prospettiva esterna, risultava essere limitata all'interno di quel recinto, ma per loro era tutto ciò che si poteva avere, nascendo all'interno di quella gabbia, per loro rappresentava tutto, quello che stava al di là della rete era solo un qualcosa da guardare, ma mai avrebbero pensato di uscire da quella gabbia.. Per loro quella che noi vediamo come una gabbia risultava essere il mondo, il massimo della libertà. Quando questa gabbia è stata aperta, quando è stata data la possibilità a queste capre di uscire, di assaporare la vera libertà, di vivere davvero, esse sono risultate molto dubbiose, vedevano quante cose buone da mangiare c'erano, quanto era bello, ma arrivate sulla soglia, arrivate all'uscita dalla gabbia tentennavano, avevano paura e ritornavano all'interno, ritornavano nella loro casa, consapevoli che all'interno della loro gabbia non avrebbero mai avuto tutto quello spazio e tutta quell'erba, ma comunque restie ad abbandonarla, restie ad abbandonare un luogo che bene o male le aveva fatte campare per tutta la loro vita...
A un occhio esterno questo comportamento risulta stupido, dall'esterno si gode di una visione globale sulla situazione e si vedono benissimo le limitazioni all'interno della gabbia e l'abbondanza all'esterno, soprattutto si vede la gabbia: le capre dall'interno non vedono la gabbia, ma vedono la sicurezza, vedono tutto il  loro mondo, vedono il luogo in cui bene o male hanno vissuto, e non hanno idea che sia una gabbia limitante, questo le tiene ancorate al vecchio e le trattiene dal riversarsi nel campo aperto, pieno di cibo da scegliere liberamente...
La gabbia per loro non è una cosa limitante ma è la sicurezza, il quieto vivere.. Ci vorranno alcuni giorni perchè si abituino alla nuova situazione e allarghino la loro visione in modo da vedere la gabbia in cui vivevano come tale e iniziare quindi ad assaporare la vera libertà...

Quelle capre erano in quella gabbia da 12 anni... Noi viviamo intrappolati in una gabbia limitante da generazioni e generazione: tutto intorno a noi ci dice che questa gabbia è tutto ciò che si può desiderare, ci viene insegnato che per vivere bisogna fare questo e quello e sperare che le cose vadano bene, un po come le capre che per mangiare sapevano che dovevano belare forte e sperare che qualcuno gli portasse qualcosa, adattandosi a quello che gli veniva portato..
Ma la porta è aperta, e per mangiare non c'è più bisogno di belare forte e sperare, ora si può ottenere quello di cui si ha bisogno, le porte sono aperte sull'abbondanza, basta solo aprire gli occhi, vedere la gabbia e uscirne...
Quando la gabbia delle capre è stata aperta, nessuno poteva convincere le capre ad uscire, era una cosa che dovevano decidere da sole, e fino a quando non si sono rese conto dell'opportunità che gli si presentava hanno continuato a stare nella gabbia...
Siamo attaccati a questa realtà, anche quando non ci piace, perchè in fondo bene o male si tira avanti, ci si lamenta spesso che le cose che non vanno, ma raramente smettiamo di belare per imboccare la via verso l'uscita e mai abbiamo il coraggio di lasciare le nostre sicurezze, sicurezze che se potessimo vederle da una prospettiva più ampia, scopriremmo essere limiti, le scopriremmo formare una gabbia intorno a noi...
Ora come quelle capre possiamo decidere di imboccare la via verso l'uscita e iniziare a vedere le cose più in grande, più ci allontaneremo dalle nostre sicurezze e più vedremo la gabbia che prima non pensavamo neanche esistesse.. Oppure possiamo decidere di rimanere all'interno della gabbia, ma a questo punto non avrà più molto senso lamentarsi, belare brontolando per le cose che non vanno come vorremmo... La via è aperta e ognuno può percorrerla, ognuno a suo modo, essa ci porta all'uscita della gabbia, lungo un percorso in cui si abbandoneranno le vecchie sicurezze fino al passo finale in cui le vecchie sicurezze saranno del tutto abbandonate, e in quel momento, nel momento in cui non avremo più niente, allora avremo tutto: non avremo più niente dal punto di vista della gabbia, ma avremo tutto dal punto di vista più allargato, dal punto di vista dello specchio ! BUON VIAGGIO!

martedì 4 maggio 2010

Lo specchio

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Tutti  abbiamo almeno uno specchio nella nostra casa e, praticamente ogni giorno, vediamo riflesso in quello specchio parte della realtà che ci circonda. Se ci spostiamo, se cambiamo il nostro punto di vista possiamo vedere riflessa un'altra parte della realtà che ci circonda: in ogni caso però potremo vedere riflessa solo una parte di ciò che circonda, in base al nostro punto di osservazione.
Se però nella stanza in cui è presente lo specchio ci troviamo in due persone, entrambi rivolti verso lo specchio, ma uno da un lato della stanza e uno dall'altro, vedremo due cose diverse riflesse nello specchio: lo specchio è solo uno, ma in base al punto di osservazione noi vediamo in esso cose diverse nello stesso momento.. Se in quella stanza fossimo in dieci ognuno vedrebbe una immaggine riflessa diversa, magari anche di poco ma diversa..

Quindi nello specchio è racchiusa tutta l'immagine della stanza, lo specchio contiene

mercoledì 14 aprile 2010

Il fuoco..

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Avete mai provato ad accendere un fuoco? Spesso non risulta così facile come si potrebbe immaginare,(ovviamente se non utilizziamo benzina o altre cose facilmente  infiammabili..) , serve molto di più di una scintilla.. E quando il fuoco si accende è da alimentare con delicatezza, un po come dare da mangiare a un bambino, fino a quando il fuoco non ha attecchito bene bisogna trattarlo con cura se lo si vuole vedere bruciare con la potenza che lo caratterizza: la prima fiammolina che si forma è estremamente debole, e basta poco perchè si spenga.
Quindi abbiamo detto che per accendere un fuoco ci vuole molto più di una scintilla, bisogna preparare bene la legna, fare in modo che non ci siano grosse correnti d'aria, iniziare con qualche ramoscello sottile sottile o magari con della paglia.. Quando si forma la prima fiammella è estremamente delicata, può spegnersi da un momento all'altro e quindi necessita di tutta la nostra attenzione.. Ma poi la fiammella attecchisce bene nel ramoscello, inizia a crescere, il calore aumenta, e più aumenta il calore e più cresce la fiamma, a questo punto il fuoco non ha più bisogno di attenzioni e cure per bruciare, anzi, ora si alimenta anche di ciò che all'inizio poteva ostacolarlo: la corrente d'aria...

giovedì 8 aprile 2010

DIO

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Dio non ha una casa..

Dio è ogni cosa che vedi..

Dio è ogni cosa che non vedi..

Dio sei tu e i tuoi amici..

Dio è ogni cosa che esiste, conosciuta e sconosciuta..

Quindi dove è Dio?

Dio è dentro di Te..

Dio è intorno a te..

Dio è te..

Dio è in ogni luogo..

Per contattarlo bisogna levarsi le bende dagli occhi e guardare..
Imparare a conoscere quello che siamo e imparare a conoscere dove siamo..

Dio è tutto e noi ci perdiamo a cercarlo in un posto...

mercoledì 24 marzo 2010

Parlando di politica...

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Tra poco ci saranno le elezioni regionali, si è chiamati a scegliere, a votare per il partito preferito…
Come al solito nei bar e nelle piazze si sentono i soliti discorsi del tipo: “Dovrebbero andare tutti a casa”, “ Ci vorrebbe una bella rivoluzione..” e anche “ Se arrivasse uno che volesse cambiare veramente le cose, io lo voterei subito…” Oltre a questi discorsi di base si aggiungono poi tutti i discorsi legati alla stretta attualità politica presentata dai telegiornali.
C’è anche chi invita a non votare, prospettando in questo un cambiamento positivi, un’occasione per rivoluzionare tutto e ottenere quindi condizioni di vita migliori…
Beh in tutto questo non posso fare a meno di vedere il criceto che corre sulla sua ruota
Come al solito ci si spinge sempre solo dove la strada è ben battuta, cercando soluzioni in questo ambito, senza osservare quello che succede un po’ più in là…
Discutiamo su chi sia il candidato migliore, siamo circondati da informazioni ,(il più delle volte pilotate), su questo o quello e crediamo veramente che trovando la persona giusta le cose potrebbero andare come desideriamo… Indossiamo tutto il giorno il nostro caro paraocchi gentilmente fornitoci dal sistema che ci controlla e continuiamo a credere che il governo che eleggiamo possa fare qualcosa, continuiamo a credere che il governo abbia poteri che in realtà non ha, ( in quanto le decisioni che contano vengono prese in seno al parlamento europeo e il governo si deve adeguare…), continuiamo a pensare che siano tutti ladri, ma in fondo ci fidiamo di loro, intimamente vogliamo crederci, ci interessiamo a ciò che dicono, agli insulti che si muovono l’un altro alla ricerca del meno peggio per poterlo scegliere e seguire…
La piramide di controllo che ci sovrasta è molto ben organizzata ed è orchestrata in modo che noi non vediamo il grande problema che ci opprime, ma solo sottoproblemi derivati dal primo: fino a quando sussiste il primo problema è impossibile eliminare i sottoproblemi, essi si riformeranno sempre…
Ma quale è questo grosso problema che ci affligge?

martedì 23 marzo 2010

Finito o infinito? -- L'illusione del tempo --

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Nel post  "finito o infinito?" abbiamo parlato degli  apparenti limiti che ha la nostra penna...
Possiamo fare lo stesso discorso anche con il tempo: ogni secondo che passa può essere diviso in una quantità infinita di "sottosecondi", ogni secondo è formato da infinite parti..
Per piccole che siano, quanto tempo ci metterebbero a scorrere infinite parti di tempo? Sì, la risposta è infinito! Per piccole che siano, infinite parti di tempo per passare ci metterrebbero un tempo infinito.. Ma un secondo può essere diviso in infinite parti ,(es. o,2 sec. 0,22- 0,222-0,2222-0,22222- etc fino all'infinito),quindi ecco di nuovo il paradosso: un secondo per passare ci mette un tempo infinito! Quindi il tempo per come lo conosciamo NON ESISTE! E' solo ILLUSIONE!


Tutto questo può smontare le nostre certezze sulla realtà che ci circonda, ci mostra in modo matematico la realtà, superando attraverso i numeri i limiti che il linguaggio ci impone. Il risultato è chiaro e forte, ma siamo tanti abituati a vedere le cose in modo ristretto, che quando sentiamo queste cose non ci destabilizzano più di tanto, le mettiamo automaticamente nella sezione della nostra mente con etichetta "curiosità", senza darci troppo valore, continuando a fare ciò che stavamo facendo, come se niente fosse, perchè ci sono cose da fare, non c'è tempo per queste "curiosità" inutili!

I numeri fanno parte di ciò che ci circonda, possono descrivere la realtà in maniera molto più profonda di quello che può fare il linguaggio, in quanto il linguaggio è basato su ciò che vediamo, sulla nostra percezione limitata della realtà: se il nostro linguaggio risulta essere limitato per descrivere la realtà, allora di conseguenza ci risulterà difficile anche solo pensare determinate cose, in quanto per pensare usiamo il linguaggio... Tutto questo contribuisce a tenerci rinchiusi nella gabbia, se non abbiamo le parole per descrivere cosa c'è al di fuori di essa allora non ne parleremo e quindi ci adatteremo alla gabbia, proprio come succede a tutti ogni giorno, ci concentriamo sulla gabbia, sul suo interno e non ci interessiamo di ciò che c'è fuori, in quanto lo riteniamo qualcosa di inarrivabile, inconcepibile, in fin dei conti inutile...
Viviamo ogni giorno persi nell'illusione della "realtà",troppo indaffarati per osservare, valutare ciò che ci smaschera quest'illusione.. e anche se troviamo il tempo di osservare, valutare, releghiamo il tutto a livello di curiosità, continuando a vedere i nostri problemi quotidiani senza accorgersi che essi fanno parte dell'illusione, come tutto il resto...

L'infinito nel palmo della mano e la vita in un milionesimo di secondo, questa è la realtà che si può descrivere attraverso la matematica, questa è la realtà che và al di là del linguaggio, questa è la realtà che ci circonda, dove tutto è infinito e il tempo non esiste, una realtà che è celata dal velo dell'illusione,illusione  limitata dai limiti che noi stessi le mettiamo... La vera realtà è, stà a noi prenderne parte... Il tempo non esiste, ogni attimo è infinito  e anche il tappo della tua penna è infinito!!

sabato 20 marzo 2010

Persi...

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Se un giorno ci svegliassimo all’interno di un bagno della metropolitana di Parigi, senza avere la più pallida idea di come ci siamo finiti, in preda ad una amnesia totale cercheremmo come prima cosa di ricordare perlomeno il nostro nome, dove abitiamo, quali sono i fatti successi nella nostra vita, quali sono le persone che conosciamo e quali no etc. In una parola cercheremmo subito di capire chi siamo…
I ricordi potrebbero non riaffiorare e quindi usciremmo da quel bagno in preda al panico, alla pazza ricerca di qualcosa che possa dirci qualcosa di noi, che possa farci ricordare chi siamo: la nostra priorità assoluta sarebbe quella di dare una risposta alla domanda: “chi sono?”.
Questa condizione di amnesia potrebbe anche durare anni, durante i quali continueremmo a indagare, a cercare, per rispondere a quella domanda  che non ci darebbe pace…

Ebbene ognuno di noi in quella condizione porrebbe come priorità assoluta la risposta alla domanda “chi sono?”, non importerebbe la difficoltà, la mancanza di una traccia, l’apparente impossibilità di dare la  risposta,  quella domanda rimarrebbe sempre in primo piano nella nostra mente…

Certo, nessuno di noi è vittima di una amnesia , tutti ci ricordiamo il nostro nome, dove abitiamo, conosciamo le nostre abitudini,il nostro lavoro, i nostri amici… Ma chi siamo? In realtà non lo sappiamo, sappiamo cosa facciamo solitamente, ma non abbiamo idea di chi siamo, di cosa siamo, del perché siamo qui, di cosa è tutto quello che ci circonda… Nonostante questo però non ci domandiamo mai chi siamo, ci accontentiamo della definizione che tutti si danno, che ci si è sempre dati: “sono Giorgio, vivo a Modena, lavoro in quella fabbrica, mi piace andare in bici e conosco Luigi, Paolo e Giacomo” Questa è la definizione che ci diamo per convincerci di sapere chi siamo, tutti si definiscono a questo modo, quindi perché porsi troppe domande?
Tornando all’esempio della metropolitana, quello  che facciamo è uscire dal bagno, osservare che tutti dicono di essere di Parigi e di conseguenza convincerci che sì, anche noi siamo di Parigi, “che senso ha cercare, sono di Parigi per forza, qui tutti dicono di esserlo…”

Ci è stato insegnato a definirci sulla base di quello che ci circonda, difficilmente cerchiamo di definirci sulla base di quello che siamo, sulla base di ciò che è dentro di noi… Un muro di pregiudizi e condizionamenti ci impedisce di vedere ciò che siamo veramente.. Ma quello che risulta più preoccupante è che non proviamo neanche a indagare un pochino per scoprire chi siamo, ci adattiamo a quello che ci circonda, facciamo ciò che và fatto e spegniamo quella voce dentro di noi che dice:”Chi sono?”

Finito o infinito?

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Prova a prendere un qualsiasi oggetto, una penna per esempio, ha una sua lunghezza e un suo spessore, occupa uno spazio ben definito, si può affermare senza timore che è un qualcosa di ben limitato: finito.
Ora si sente spesso dire che la matematica non è un'opinione, ebbene, la matematica dice che quella penna è sì compresa tra due punti ma non è per niente finita, è formata da infiniti punti, non ha limite...
Come infiniti punti, saranno tanti, non infiniti... No sono proprio infiniti, abbiamo un punto per esempio a 1 millimetro dalla punta, un altro a 2 millimetri, ma ce ne è uno anche a 1,5 millimetri, e un altro a 1,6, ma ancora ce ne è uno a 2,55 e un altro a 2,555... Si potrebbe continuare così all'infinito aggiungendo numeri dopo la virgola... Questo dimostra matematicamente che la penna che vediamo ben delimitata nello spazio è in realtà formata da un insieme infinito di punti: INFINITO!
C'è da perderci la testa, eppure per costruirla basta una quantità ben definita di plastica...
Questa cosa sfugge al nostro cervello, diventa un paradosso incapibile: come può una quantità finita essere formata da una quantità infinita di parti? Ci sembra impossibile, la realtà di cui abbiamo esperienza ci insegna che non è possibile.. La stessa realtà però ci insegna anche che la matematica non è un'opinione, viene definita la scienza perfetta... Ebbene, la scienza perfetta ci descrive qualcosa che và al di là della nostra ragione, qualcosa che dimostra quanto le nostre conoscenze sulla realtà siano limitate a ciò che vediamo e tocchiamo, qualcosa che dimostra che in ogni oggetto che ci circonda si nasconde un mondo infinito, per noi sconosciuto e inconcepibile... Alla luce di questo, forse è il caso di iniziare a provare a vedere le cose di ogni giorno con occhi diversi, con occhi che non giudicano le cose sulla base di ciò che hanno sempre visto, di ciò che gli è stato insegnato a vedere, con occhi nuovi, aperti che cercano una visuale completa, che non si accontentano di vedere il mondo solo da una prospettiva...
Se la penna è infinita allora le cose non sono proprio così come sembrano... Questo apre un mondo, la matematica in questo caso ci aiuta a capire che ciò che ci sembra impossibile, insensato può essere vero..
La penna non ha limiti, siamo noi che crediamo li abbia, allo stesso modo anche noi non abbiamo limiti, siamo solo convinti di averne!

mercoledì 17 marzo 2010

Un pò di informazione...

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Penso che il libro scaricabile gratuitamente cliccando quì     meriti attenzione, 800 pagine sulla cura del cancro, scritte dal Dott. Nacci.
"mille piante per la cura del cancro senza chemio" questo il titolo: una denuncia al sistema sanitario e tanta informazione sul cancro e sulle possibili cure cosidette alternative...

Informazioni utili e importanti, che diventano ancora più importanti se al contempo accresciamo la nostra consapevolezza, la conoscenza che abbiamo di noi stessi, esplorando la nostra vita, trasformando così il problema, il muro che si para dinnanzi in un gradino su cui salire...

In poche parole tutte le informazioni che fornisce questo libro prendono vita, se le inseriamo in una visione globale, se non ci limitiamo ad esse ma le inseriamo come pezzo in un puzzle: il puzzle della nostra vita, il puzzle della nostra visione!




Come sempre questo post non vuole convincere nessuno, non contiene la verità assoluta...
é solo un punto di vista, una collina, dalla quale ammirare il panorama: la collina non fornisce nuovi occhi per guardare, ma solo un punto sopraelevato, diverso dal solito, dal quale guardare il panorama con i propri occhi! Buona esplorazione!

lunedì 15 marzo 2010

Possibilità infinita

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"Non è quello che vidi che mi fermò
È quello che non vidi
Puoi capirlo, fratello? É quel che non vidi... lo cercai ma non c'era, in tutta quella sterminata città c'era tutto tranne
C'era tutto
Ma non c'era una fine. Quello che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo
Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu
Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me
Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi
Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non fiìniscono mai e quella tastiera è infinita
Se quella tastiera è infinita, allora
Su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio."

A.Baricco "Novecento"

Con 88 tasti infinite musiche, non sono i tasti infiniti ma chi li suona... l'apparenza inganna, cerchiamo al di là dell'apparenza, dello scontato... Da un qualcosa di apparentemente limitato può scaturire qualcosa di illimitato...
C'è di che meditare!

martedì 9 marzo 2010

Pensieri sul razzismo..

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Leggendo il post "cosa sono le parolacce" ci possiamo accorgere come si possa essere razzisti anche senza rendersene conto... Durante la nostra giornata facciamo svariati atti di razzismo e neanche ce ne accorgiamo!
La società che ci circonda poi è intrisa di ipocrisia e ci parla di razzismo, condanna il razzismo ma allo stesso tempo dimostra di essere profondamente razzista..
Se per esempio allo stadio vengono fatti cori contro un giocatore nero del tipo "nero di m--da" subito scatta la polemica per razzismo, se invece a un giocatore bianco vengono fatti cori del tipo " tua madre è una putt--a" o "sei un torinese di me--a" nessuno dice nulla...
Beh in entrambi i casi chi fa il coro ha come intento quello di insultare il giocatore, con insulti che possano essere il più fastidiosi possibile per lui.
Quindi perchè in un caso si grida al razzismo e all'altro no? Secondo il mio parere il vero razzismo è proprio questo, evidenziare tantissimo un insulto fatto a un giocatore nero e passare tacitamente quello ugualmente grave fatto al giocatore bianco: tutto ciò evidenzia che chi grida allo scandalo razzismo vede nel giocatore nero qualcosa di diverso, lo ritiene in qualche modo inferiore e quindi bisognoso di difesa dall'esterno..
In effetti dire "nero di me--a" o "torinese di me--a" è comunque un insulto razzista, teso a isolare quel determinato gruppo di persone ritenuto inferiore.
Dal momento che riteniamo il primo più grave del secondo diventiamo razzisti, ritenendo i neri diversi dai torinesi!

Quante sfacettature il razzismo eh?

La realtà, la vita è illusione?

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Questa affermazione può essere commentata in vari modi, a seconda di dove si spinge la propria visione:

Livello 1
la nostra vita è illusione, la realtà che vediamo è una illusione, una illusione orchestrata da chi controlla il mondo, in modo che non possiama vedere ciò che viene fatto di male ogni giorno nel mondo dalle stesse persone che dicono di voler combattere il male: Intorno a noi è stata costruita l'illusione di vivere in un paese democratico, l'illusione che l'occidente sia il buono che combatte i cattivi per portare la pace, l'illusione che il sistema sanitario, le industrie farmaceutiche si adoperino ogni giorno per la nostra salute e non per il loro portafogli, l'illusione che Obama sia diverso da Bush,l'illusione che esistano guerre giuste, l'illusione che l'America sia la patria della libertà,  l'illusione di vivere in un mondo libero che invece è controllato da una ristretta elite...

Livello 2
La nostra vita è una illusione, nel corso dei millenni l'elite che controlla il mondo: il sistema ha plasmato le menti delle persone, inserendo in esse montagne di pregiudizi, condizionamenti, convinzioni del tutto sbagliate: ci illudiamo di conoscere noi stessi, la realtà che ci circonda ma in effetti non conosciamo nulla.. Conosciamo ciò che qualcuno vuole che conosciamo e basta.. Conosciamo ciò che è necessario conoscere per diventare una docile pecorella che fà di tutto per rimanere nel gregge.. Inconsapevole della sua vera natura..Abbiamo dimenticato e abbiamo dimenticato di aver dimenticato.. Ancora una volta viviamo nella convinzione di essere liberi, di poter decidere cosa fare o cosa non fare senza nessuna interferenza esterna.. ma questa è pura illusione.. Crediamo di conoscere i nostri limiti, di conoscere ciò che è giusto o sbagliato, crediamo che nulla possa esistere intorno a noi oltre a ciò che vediamo e tocchiamo, crediamo che davanti a determinati problemi non possiamo fare niente... ILLUSIONE...

Livello 3
La nostra vita è una illusione: tutto ciò che sappiamo di noi stessi,

Responsabilità del proprio corpo...

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Se dobbiamo costruire una struttura architettonica particolare ci rivolgiamo a un architetto o un ingegnere in modo che ci faccia un progetto realizzativo, se l'ingegnere a cui ci riferiamo per primo dice che tale struttura non è possibile costruirla, molto probabilmente ci rivolgeremo a un altro, alla ricerca di un ingegnere più bravo, con una conoscenza in più che gli permetterà di trovare la soluzione che cerchiamo, se durante questa ricerca un nostro amico appassionato di architettura con conoscenze molto approfondite sul tema ma non laureato, ci propone una possibile soluzione al nostro problema, probabilmente gli daremo ascolto dicendo:" Oh è proprio bravo, non si è laureato, ma è così appassionato della materia che ne sà spesso e volentieri di più di un laureato..."

Allo stesso modo facciamo  se la nostra auto non funziona bene, o se la lavatrice non funziona, cerchiamo un professionista che ci risolva il problema, e se il primo non ci riesce, o ha lavorato male, ci rivolgiamo a un altro alla ricerca di uno bravo, che finalmente ci risolva il problema in modo esemplare, e se un nostro amico o conoscente si offre di risolverci il problema, in quanto appassionato a tali problematiche ben venga, anche se non è un professionista...

Questo per dire che qualunque professionista, dal meccanico all'avvocato, è sempre valutato in base al suo lavoro, in base ai risultati che ottiene, ai problemi che risolve. Il suo operato può essere sostituito da una persona non qualificata ufficialmente se quest'ultima risulta essere più brava a risolvere il problema.
Se una  persona qualificata dice che un determinato problema non è risolvibile, se teniamo alla risoluzione di tale problema  ci rivolgeremo subito a un altra persona qualificata, mettendo in dubbio la preparazione della prima, e se qualcuno di non qualificato si proporrà di risolvere il problema , lo lasceremo fare, e in caso di riuscita metteremo in dubbio la preparazione di tutte le persone qualificate contattate prima...

Quanto descritto avviene per tutti i professionisti... Tranne che per i medici, certo alcune persone mettono in dubbio ciò che gli viene comunicato dal medico, ma la maggioranza delle persone pende dalle sue labbra e prende ogni sua parola come oro colato, come se tutti coloro che studiano medicina fossero dei geni infallibili, come se ogni dottore conoscesse ogni cosa della medicina...

mercoledì 3 marzo 2010

Pubblicità istituzionale per il trattato di Lisbona

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Chi guarda la televisione avrà sicuramente già visto questo spot
Non vi sembra che sia perlomeno improbabile come messaggio? Ora non voglio scrivere sul trattato di Lisbona, mettendo così in luce quanto questo spot sia lontano dalla realtà.,
Mi vorrei piuttosto soffermare su quanto questo spot sia inutile, progettato per un pubblico inconsapevole e soprattutto facilmente manipolabile in quanto pone molta fiducia sui messaggi che riceve dal mezzo televisivo, in particolare se essi presentano l'effige del governo...

Questo spot non fornisce alcun tipo di informazione sul trattato di Lisbona, riempie le orecchie di chi guarda di false speranze, mira a ottenere consenso dal cittadino, mira a far credere al cittadino che le cose stanno andando per il meglio, che ha votato proprio bene, che chi ha il potere si adopera ogni giorno per il suo bene: "Non preoccupatevi, oggi nasce una nuova Europa,  piena di pace e libertà,  non ascoltate chi la critica, vivete nel miglior mondo possibile..."

Lo spot inizia presentando una famiglia felice, una musica delicata e rilassante, sorrisi a tutto spiano, i genitori stanno giocando con il loro bambino.. Chi guarda si sente trasportato, comunque entra in uno stato più tranquillo (considerando che è uno spot televisivo, questo effetto è ancora maggiore in quanto quando si guarda la televisione per più di pochi minuti, si entre in uno stato di semi ipnosi, dove si è molto più suscettibili ai messaggi inviati dallo schermo..), lo spot continua, viene mostrata la mappa dell'Europa e intanto la mamma mette il figlioletto a letto, il tutto contornato da parole rassicuranti, materne: tutto ciò porta a ricreare nello spettatore l'atmosfera dimenticata di quando era bambino e la mamma lo portava a letto facendolo sentire sicuro; a questo punto il bambino viene messo nel lettino e la telecamera si sofferma su di lui, in modo da creare sempre più tenerezza , in modo da suscitare nello spettatore sentimenti sempre più materni, voglia di mamma, di protezione.. E' a questo punto che si arriva alla svolta, la scena finora vista da fuori si trasforma, dallo schermo vediamo il punto di vista del bambino: la nostra impersonificazione in lui è ultimata, lo spettatore ora vede la mamma e il papà che lo sovrastano come succedeva quando era bambino: questa visione voleva dire sicurezza quando eri bambino, e ora tu sei lì, con la mamma e il papà che ti guardano e ti dicono che andrà tutto bene, che il tuo futuro sarà splendido, pieno di libertà e occasioni... Infine i due genitori escono dalla stanza spegnendo la luce e lo spettatore segue tutta la scena sempre dalla prospettiva del bambino: " Non ti preoccupare, dormi tranquillo, pensiamo a tutto noi" Questo è il messaggio che i due genitori mandano al loro figlioletto, questo è il messaggio che lo spettatore oramai completamente impersonificatosi nel bambino riceve... I due genitori se ne vanno, chiudono la porta, non è importante che tu sappia cosa stanno andando a fare, sono i tuoi genitori, non ti farebbero mai del male...
Tutto questo spot ha un messaggio principale: " Non ti preoccupare, non ti porre domande, pensiamo a tutto noi, stai tranquillo..."

Ora, in questo blog parliamo di visione globale, non è necessario che ognuno faccia una analisi approfondita dello spot, l'importante però è accorgersi, vedere che c'è qualcosa che non funziona, e penso che ogni persona, se sposta leggermente il paraocchi che gli è stato imposto possa accorgersi che qualcosa non và vedendo tale spot.. Sembra la pubblicità delle merendine... Sembra di vedere certe scene di film di fantascienza dove monitor sparsi ovunque comunicano alla popolazione che và tutto bene, comunicano incessantemente messaggi di propaganda mentre l'evidenza dei fatti descrive esattamente il contrario, quando si guardano tali film quasi si crede impossibile che tanta gente venga così manipolata in quanto si ha una visione globale del film, non si è parte di quella gente, da un punto di vista più ampio si vede la verità e si ritiene stupida quella gente dentro al film che non si accorge di quello che gli avviene intorno; Dentro di noi pensiamo sia impossibile che succedano cose così nel mondo vero, "noi non siamo mica così stupidi.." E invece è proprio ciò che stà succedendo, davanti ai nostri occhi.

Dove viviamo?, Cosa è il sistema? sono due post adatti per provare ad aprire un pochino gli occhi su quello che ci stà intorno...

Visione globale significa vedere al di là dei condizionamenti, dei pregiudizi e delle convinzioni che ci sono state instillate nel corso dei secoli.. Ogni cosa può essere vista con una visione più ampia, allargare la nostra visione il più possibile anche sulle piccole cose ci aiuta ad avvicinarci sempre più alla vera visione globale che comprende livelli molto più elevati del mero livello fisico...



Interessante (a tratti quasi comico)  video sul trattato di Lisbona 


Come sempre questo post non vuole convincere nessuno, non contiene la verità assoluta...
é solo un punto di vista, una collina, dalla quale ammirare il panorama: la collina non fornisce nuovi occhi per guardare, ma solo un punto sopraelevato, diverso dal solito, dal quale guardare il panorama con i propri occhi! Buona esplorazione!
  

giovedì 18 febbraio 2010

Cosa sono le "parolacce"?

5 commenti
In realtà le parolacce sono solo un modo diverso di chiamare le cose, puoi dire che hai defecato oppure puoi dire che hai ca**to, puoi dire prostituta oppure puoi dire tr**a.

La differenza stà nel fatto che le prime vengono ritenute corrette, le altre volgari.
Perchè questo? Semplicemente i termini definiti volgari (le parolacce) sono quelli che sarebbero parlati da chi è inferiore in termini di classi sociali.

un tempo le persone meno colte, i contadini dicevano "guarda quella mer*a" per indicare un escremento in quanto il termine che descriveva quell'oggetto (l'escremento ) per loro non poteva essere nient'altro che "mer*a", in quanto non ne conoscevano altri.
Dal momento che vengono forgiati nuovi termini, magari più precisi, più scientifici etc, chi se ne impossessa dimostra di sapere di più, chi dice escremento è sottinteso conosca anche la parola mer*a, ma si esprime con la parola più recente per sottolineare la sua superiorità nei confronti di chi non conosce questa parola.
Questo meccanismo era molto importante un tempo quando l'accesso alla cultura era più difficile e quindi ci si teneva molto a far vedere di sapere, a distinguersi un pò dalla massa dei contadini, è quindi da quì che nasce il disprezzo per chi parla con parole diciamo semplici o vecchie, comunque con parole comuni del popolo, nascono da quì le parolacce che in realtà sono solo un modo per comunicare un significato.

Per concludere non sono le parole che sono volgari ma magari possiamo considerare

mercoledì 10 febbraio 2010

Urinoterapia: il nostro corpo questo sconosciuto...

19 commenti
Vi siete mai chiesti per quale motivo, alla maggioranza delle persone, faccia schifo prendere in bocca la propria saliva? Mi spiego meglio: ognuno di noi ha in ogni momento in bocca della saliva, se ne sputiamo un po' in un bicchiere però ci fa schifo rimetterla in bocca...

Una cosa molto simile avviene per il sangue, a molte persone fa schifo l'idea di leccarsi una ferita, l'idea di ingoiare il proprio sangue...

Ogni liquido, ogni muco secreto dal nostro corpo ci fa schifo: ci fa schifo la nostra saliva, il sangue, il cerume, le caccole del naso, il sudore, l'urina e le feci...

Proviamo in generale ribrezzo per ognuna di queste cose secrete dal nostro corpo, quando in realtà solo una di queste è un vero e proprio rifiuto: le feci (qualcuno potrebbe osservare che anche l'urina è un rifiuto ma di questo ne parlerò più avanti..).

Per quale motivo tutto ciò? Il motivo non può che nascondersi nel fatto che in realtà odiamo il nostro corpo, siamo stati addestrati, programmati,(dal sistema)  ad odiare il nostro corpo, in modo da distaccarci da esso in maniera sempre più marcata...
In modo da renderci sempre più dipendenti dai farmaci, deboli, inconsapevoli delle potenzialità del nostro corpo, pronti a denigrare ogni cosa che esso produce, in maniera di vergognarci per ogni cosa che esce dal nostro corpo ( che sia cerume, moccolo, un rutto, un colpo di tosse, uno starnuto per non parlare dell'urina e delle feci..).
In realtà non ci sarebbe niente di cui vergognarsi: è del tutto naturale urinare, defecare, starnutire, ruttare etc. Diventa una cosa di cui vergognarsi nel momento in cui ogni persona ritiene che ciò che esce dal proprio corpo sia una cosa schifosa, e questo può avvenire solo quando ogni persona odia il suo corpo, il suo contenuto e le sue “produzioni”..
Niente esce dal nostro corpo che prima non sia stato inserito attraverso il cibo,

mercoledì 3 febbraio 2010

Grande fratello... Metafora della realtà?

5 commenti
Grande  fratello, un programma che tutti bene o male conoscono, un programma che in qualche modo attira molte persone...

Cosa succede nel G.F.?
Un gruppo di ragazzi vengono  rinchiusi in una casa da dove non possono uscire (pena la squalifica dal gioco): una sorta di gabbia, di prigione...
Questi ragazzi vivono per alcuni mesi in questa gabbia, il pubblico li osserva nelle loro liti, nei loro amori, in tutte le loro vicende...

Ma cosa fanno questi ragazzi?
Litigano, trovano problemi per cose ridicole (viste da fuori), spettegolano uno dell'altro, si parlano dietro, si innamorano per odiarsi poco dopo, si annoiano, arrivano a comportarsi come se il mondo esterno non esistesse, e tutta la realtà fosse limitata alla loro gabbia...
L'esempio più ecclatante di questo tipo di comportamento lo si ha quando uno di loro è costretto a uscire, deve abbandonare il gioco perchè è così che ha decretato il televoto, si possono osservarescene isteriche, pianti, come se il ragazzo in questione stesse per morire...

giovedì 28 gennaio 2010

Lettera ad un amico...

1 commenti
Ciao, spero vorrai leggere fino in fondo questa lettera…

Tutto ciò che ci succede non succede per caso, a te non va tutto male per caso o per sfortuna..

Ogni problema che ci si pone davanti per grosso che sia è sempre un'occasione per migliorarci, vedendo il problema non più come una cosa negativa ma come un'occasione per migliorare te stesso,per migliorare la tua vita, già questo ti aiuta ad affrontarlo in maniera diversa, più rilassata..

Addirittura puoi arrivare a ringraziare, provare gratitudine  per il problema che ti si pone davanti: Questo piccolo cambio di prospettiva fa già girare tutte le cose molto molto meglio…

Concentrarsi sul problema, parlare di quanto sia grande, difficile da risolvere etc. serve solo a dargli potere, a farlo apparire peggiore di quello che è…

Ringraziare, provare gratitudine per la possibilità che hai di evolverti, di migliorati, di conoscerti grazie al problema, toglie potere al problema, lo rimpicciolisce, aiuta ad affrontarlo con più serenità…

Io non credo che noi uomini siama limitati come pensiamo di essere… L’unico limite che abbiamo è il limite che ci poniamo: Impara a non metterti limiti, credi in te stesso, ama te stesso, non in modo vanitoso : “Oh quanto sono bello, bravo etc.” ma per quello che sei nel profondo, impara a non giudicarti e a non giudicare. troppo spesso valutiamo noi stessi e le persone che ci circondano sulla base di pregiudizi  e condizionamenti  , impara a valutare te stesso al di là dei pregiudizi, al di là di quello che ci è stato sempre insegnato, impara a valutare te stesso per quello che sei veramente: un frammento di infinito.. Il mondo non ce l'ha con te, tu fai parte del tutto, e nel tutto esiste solo perfezione, ne consegue che una parte del tutto non può che essere perfetta!

Non guardare ai tuoi difetti, ai tuoi problemi con rassegnazione, prova a vederli da un punto di vista superiore, immagina: Tu sei parte dell’infinito, tu sei l’infinito, hai possibilità che non immagini, tutto stà nei limiti che da solo ti poni…

lunedì 25 gennaio 2010

AVATAR, messaggi nascosti...

20 commenti

Avatar, un film costosissimo, effetti speciali da urlo, pubblicità estrema:
Risultato tutti ne parlano...
Questi alcuni dei commenti che si possono trovare in rete:

“Sarà banale la trama, ma diciamolo, per le nuove generazioni di ragazzi il
messaggio del film è importantissimo: ambiente e Natura da adorare, superamento
dei monoteismi e dei militarismi, metafore su Iraq e Afghanistan, che non
possono essere conquistati per impiantarci la ns. democrazia, un film da
spiegare ai più giovani come metafora evidente che le armi, il profitto, il male
insito nell'uomo ha distrutto il ns. pianeta per l'egoismo ed è pronto a far
altrettanto altrove. Insegnare il rispetto per la natura e per le minoranze è il
vero messaggio, il DIVERSO è come NOI “


“Voi pensate che la trama sia banale, ma non è così. Tratta di temi importanti
come l'oppressione di un popolo, la libertà, l'ambientalismo, ecc...”


“Questo film è una metafora della società attuale, quella che il mercato del consumismo sostenuto da politica ed economia stanno costruendo per noi, quella da cui ci lasciamo trasportare, dimenticando i principi della sobrietà e della necessità.
Buona visone a tutti, con la speranza che anche un film possa aiutare a sensibilizzare lo spettatore e ci aiuti a crescere nella consapevolezza che è giunto il momento di porre un freno alla nostra cultura del "consumare".

Da questi commenti, parrebbe che Avatar sia un film che porta un messaggio ambientalista, antimilitare, di crescita collettiva: un film tutto sommato positivo...
Quanto scritto in questi commenti non è sbagliato, ma dietro a questa maschera si nasconde secondo me qualcos'altro..

Forse è il caso di guardare un po' più a fondo (neanche tanto per la verità..) e accorgerci che ancora una volta viene esaltato l'uomo vincente sopra ogni cosa: come nella maggioranza dei casi lo spettatore tende ad immedesimarsi nel protagonista quasi invidiando quello che esso è, volendo essere come lui: questo processo per lo più inconscio ci porta a applicare nella vita quello che abbiamo “imparato” durante il film...
Ma cosa abbiamo imparato inconsciamente durante il film?

Abbiamo imparato che chi ha l'uccello più grosso è il capo (Jake viene riverito da tutti i Na'vi quando si presenta a cavallo dell'uccello più grosso...), quindi si merita la donna più bella (Neytiri) e tutti devono seguirlo... Nella vita reale tutto questo suona più o meno così:
solo quando fai carriera, quando diventi qualcuno, quando un simbolo ti rende migliore degli altri: quando hai una bella macchina tanti soldi... Solo allora tutti ti seguiranno, avrai le donne più belle e sarai a posto con tutti...

Nonostante l'apparente faccia ecologista e new age il film mi sembra  nasconda un inno alla tecnologia e al contempo un forte tentativo di ridimensionamento del potere  delle credenze soprannaturali:
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