"Ti avverto, chiunque tu sia.
Oh, tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,
se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi
non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa,
come pretendi di trovare altre meraviglie?
In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.
Oh, uomo conosci te stesso e conoscerai l'Universo degli Dei." Oracolo di Delfi

Questo blog non vuole convincere nessuno, non contiene la verità assoluta...
é solo un punto di vista, una collina, dalla quale ammirare il panorama: la collina non fornisce nuovi occhi per guardare, ma solo un punto sopraelevato, diverso dal solito, dal quale guardare il panorama con i propri occhi!
Grazie a chiunque vorrà lasciare un commento!




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giovedì 1 settembre 2011

L'imbuto e il pensiero libero

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E' molto che non scrivo, sono stato risucchiato da diversi progetti che hanno prodotto una sorta di imbuto in cui guardare, un imbuto che ha fatto sì che vedessi solo una piccola porzione di ciò che è intorno a me, un imbuto che ogni giorno ognuno di noi si mette davanti, è un imbuto composto dai nostri problemi, dalla nostra storia, dalle nostre cose, è un imbuto che ci trascina in un vortice nel quale sembra esserci, sembra esistere solo ciò che vediamo attraverso l'imbuto... Ma il mondo è molto più vasto, noi siamo molto più vasti...

Staccarci da questo imbuto è davvero difficile, ma non appena lo si riesce a fare, non appena si riesce a distaccarsi, una ondata di ossigeno ci arriva e tutto risulta chiaro, niente di ciò che credevamo importante fino a pochi secondi prima lo è davvero, ci appariva importante perchè non vedevamo altro...

Ciò che è importante davvero nella maggioranza dei casi non è ciò che riteniamo esserlo...
Ciò che è importante davvero nella maggioranza dei casi è qualcosa che consideriamo così lontano da noi, così irraggiungibile o così immodificabile che facciamo finta che non esista elevando al grado di importante cose che invece non lo sono...

Cosa vogliamo fare? Vogliamo toglierci l'imbuto che non ci permette di vivere davvero?
La mia risposta è Sì, ma la mia risposta cozza contro alla mia abitudine, la mia abitudine di guardare nell'imbuto e di vedervi problemi importanti da risolvere che in realtà non sono problemi o che comunque troverebbero facile soluzione se osservati senza l'imbuto, se osservati da una prospettiva ampia, da diversi punti di vista, da tutti i punti di vista, abbandonando le convinzioni, abbandonando le abitudini, abbandonando le convenzioni, abbandonando le idee fisse che sono impiantate dentro di noi...

venerdì 27 maggio 2011

L'ERRORE, fuori, dentro, intorno e anche di più...

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N.b. è importante leggere tutto il testo per poter capire appieno il messaggio che rimane comunque un messaggio difficile da comunicare in modo chiaro: almeno per me!




Introduzione

Sono sempre stato dell'idea che quello che io chiamo visione globale sia un qualcosa da raggiungere in modo autonomo, in modo progressivo sulla base delle proprie esperienze di vita, accostando pezzo su pezzo fino a ricostruire il puzzle che rende palesi i collegamenti presenti tra cose all'apparenza scollegate.


Quella che chiamo Visione Globale non è mai stata per me un qualcosa che si possa trasmettere attraverso un articolo o un libro, ma qualcosa di personale, da raggiungere autonomamente.

Nonostante ciò mi rendo conto che tante parole vengono buttate al vento, che la maggioranza delle persone stenta ad allargare la propria visione, a vedere quei collegamenti che renderebbero molto più facile la comprensione di ogni articolo presente su questo blog.
Per questo voglio oggi rendere la cosa il più chiara possibile, voglio costruire il puzzle insieme a voi, in modo da evidenziare il più possibile quei collegamenti che possono cambiare il modo di vedere ogni cosa, che possono fornire un nuovo punto di vista molto più allargato.

Non farò questo elencando una caterba di informazioni interconnettendole tra loro per creare così una informazione definitiva... Quello che farò sarà tentare di unire, di dare un senso a ciò che a prima vista non ha senso, il mio scopo oggi è quello di farti capire come le pringless possano essere collegate all'undici settembre o alle scie chimiche o a qualunque cosa definita complottista.
Quello che cercherò di fare è un qualcosa che non so se sarò in grado di fare, non so se potrai capirmi, io cercherò di essere il più chiaro possibile, esistono tanti modi per dire la stessa cosa, oggi ne scelgo uno, se non sarà quello giusto ne proverò un altro... Ti chiedo solo di impegnarti e provare a capire, valutando ogni singola riga e ragionando con una mente il più possibile libera da pregiudizi: come diceva Einstein "La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre!".

Cominciamo allora il nostro viaggio, solo un'ultima avvertenza: se ben capito quanto stai per leggere può demolire le tue sicurezze e farti quindi trovare in uno stato in cui apparentemente non sai cosa fare, non sai più come muoverti: proprio questa "controindicazione" è la base per cui molte persone rifiutano di capire quanto segue, rifiuto che avviene in modo del tutto inconscio, facciamo molta fatica ad abbandonare le nostre sicurezze senza la certezza immediata di ottenerne subito delle nuove: abbiamo paura!
Bene detto questo ti anticipo che affrontando quella paura potrai vedere il mondo con occhi nuovi e questo, nonostante ciò che ti potrà apparire all'inizio, non potrà che migliorare la tua vita!

Se sei quindi pronto a ragionare, ad aprire la tua mente, ad affrontare la paura di perdere le tue sicurezze, allora possiamo partire!
Sarà un viaggio lungo... Porta con te dei viveri... ( magari non le pringles :-) )

venerdì 13 maggio 2011

Perché le mangi? Dialogo reale su Facebook

6 commenti
Voglio condividere qui un piccolo dialogo che ho avuto con un mio amico attraverso Facebook, credo sia piuttosto significativo...

Tutto è cominciato quando lui ha scritto:

- che buone le pringles!!!!

e io ho commentato:

- Hm... Mi dispiace rovinarti la festa ma devo, è per il tuo bene... Prova a girare il tubetto, cerca quella lista che nessuno legge chiamata "ingredienti" scoprirai che tra le altre schifezze di cui non voglio parlare figura anche il glutammato... Leggi qui http://www.laleva.org/it/2007/06/intervista_al_dottor_russel_blaylock_su_aspartame_e_glutammato.html e qui http://www.laleva.org/it/2008/01/glutammato_il_gusto_che_uccide.html

Questo è ciò che fà il glutammato... e nessuno ce lo viene a dire... E spesso quelli che ce lo vengono a dire vengono presi come dei paranoici... Quelle patatine esistono per il mero guadagno di alcune multinazionali in barba alla nosra salute, che se peggiora è meglio perchè così possono spremerci per benino costringendoci ad assumere farmaci che non funzionano e che ci tengono in uno stato di malattia permanente in modo da essere trasfrmati definitivamente da uomini a macchinette sputasoldi a favore delle multinazionali del farmaco e dell'alimentazione...
Buon appetito! :)

- grazie per le notizie,cmq sapevo già ste cose e cioè che sono schifezze. :) 

- Scusa, solo per un mero interesse statistico, perchè le mangi se veramente sai cosa contengono? 

martedì 10 maggio 2011

Il gioco del passaparola. Il ristorante in centro e l'idrante di cemento...

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Avete mai giocato da piccoli al gioco del passaparola? Consisteva nel mettersi seduti in fila uno accanto all'altro, il primo inventava una parola o una frase e la diceva nell'orecchio del suo vicino, il quale la ripeteva all'orecchio del suo vicino e così via fino in fondo alla fila, l'ultimo diceva la frase ad alta voce, la quale nella maggioranza dei casi non corrispondeva con quella iniziale. Ricordo che alle scuole elementari la nostra maestra ce lo faceva fare spesso e i risultati erano spesso esilaranti: una frase iniziale del tipo "siamo andati al ristorante in centro" poteva diventare "siamo stati all'idrante in cemento" e questo si verificava puntualmente anche se eravamo una classe di soli dieci bambini...

L'informazione partiva in un modo, poi attraverso il passaparola evolveva e assumeva un significato completamente diverso, era sempre una sorpresa scoprire quale era la frase vera, la frase iniziale: visto da fuori questo procedimento risultava sicuramente comico, immaginate poi se il bambino in fondo alla fila non avesse avuto la possibilità di parlare con i primi: sarebbe rimasto convinto che loro volessero comunicargli che erano stati dall'idrante di cemento e quindi avrebbe anche potuto considerarli stupidi in quanto non esiste nessun idrante in cemento... Mentre in realtà loro volevano comunicare che erano stati al ristorante in centro...

Questo era solo un gioco per bambini, ma nella nostra realtà di ogni giorno le cose non vanno molto diversamente, ciò che conoscevano i primi uomini è giunto a noi attraverso il passaparola e

giovedì 5 maggio 2011

Il filo sottile che non vedi

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C'è un filo sottile che divide la consapevolezza dalla inconsapevolezza...


C'è un filo sottile che divide l'azione dalla non-azione...


C'è un filo sottile che divide ciò che siamo da ciò che crediamo di essere

E' un filo sottile, ma non per questo è facile da spezzare,


E' un filo sottile e per questo è difficile da vedere

E' difficile per ognuno di noi vedere al di là della nostra inconsapevolezza, è difficile percepire la possibilità che esista qualcos'altro oltre a quello che conosciamo.

E' difficile vedere quando è giunto il momento di agire, di smettere di essere succubi.

E' difficile vedere quello che siamo al di là di quello che crediamo di essere.

E' un filo sottile, è difficile da vedere e anche quando ci sembra di averlo visto, di controllarlo egli ci sfugge, e così crediamo di essere consapevoli, crediamo di star agendo, crediamo di sapere cosa siamo e questo ci limita, questo fà si che perdiamo di vista quel filo sottile e ci convinciamo di essere arrivati, di aver già fatto tutto quello che era possibile...

lunedì 31 gennaio 2011

Credere, non credere. Sapere, non sapere. NO LIMITS!

3 commenti
Oramai tanti articoli sono stati scritti su questo piccolo blog, si è parlato in modo diverso del mondo intorno a noi, si è parlato delle nostre possibilità, si è anche tentato di dimostrare con un esperimento che le nostre possibilità possono andare al di là di ciò che crediamo, che i nostri limiti esistono solo nella misura in cui noi crediamo che esistano...

Tanti articoli sono nati per indurre ad accorgersi che c'è qualcosa che non fila, hanno la funzione della scintilla, mirano ad accendere un piccolo fuoco.

Qui non si ha la pretesa di insegnare la verità, o di insegnare l'unica via giusta da percorrere... Qui si segnala la possibilità, qui si prova ad evidenziare i condizionamenti, i pregiudizi che guidano la nostra vita e ci tengono legati a questa realtà, ci impongono dei limiti... In quanto noi stessi valutiamo questi condizionamenti come dogmi assoluti, pietre salde e inamovibili. Lungi dal considerarli limitanti e deformanti delle nostre percezioni o possibilità li eleviamo a certezze, non crediamo in una determinata cosa, la sappiamo: non crediamo che un oggetto lasciato nel vuoto cade a terra, lo sappiamo!

Quanto scritto in questo blog può risultare spesso come un qualcosa di utopico, irrealizzabile, sarebbe bello ma...
E' in questo modo che continuiamo a rimanere invischiati nei nostri condizionamenti, nelle nostre false certezze.
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