"Ti avverto, chiunque tu sia.
Oh, tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,
se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi
non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa,
come pretendi di trovare altre meraviglie?
In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.
Oh, uomo conosci te stesso e conoscerai l'Universo degli Dei." Oracolo di Delfi

Questo blog non vuole convincere nessuno, non contiene la verità assoluta...
é solo un punto di vista, una collina, dalla quale ammirare il panorama: la collina non fornisce nuovi occhi per guardare, ma solo un punto sopraelevato, diverso dal solito, dal quale guardare il panorama con i propri occhi!
Grazie a chiunque vorrà lasciare un commento!




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giovedì 1 settembre 2011

L'imbuto e il pensiero libero

6 commenti
E' molto che non scrivo, sono stato risucchiato da diversi progetti che hanno prodotto una sorta di imbuto in cui guardare, un imbuto che ha fatto sì che vedessi solo una piccola porzione di ciò che è intorno a me, un imbuto che ogni giorno ognuno di noi si mette davanti, è un imbuto composto dai nostri problemi, dalla nostra storia, dalle nostre cose, è un imbuto che ci trascina in un vortice nel quale sembra esserci, sembra esistere solo ciò che vediamo attraverso l'imbuto... Ma il mondo è molto più vasto, noi siamo molto più vasti...

Staccarci da questo imbuto è davvero difficile, ma non appena lo si riesce a fare, non appena si riesce a distaccarsi, una ondata di ossigeno ci arriva e tutto risulta chiaro, niente di ciò che credevamo importante fino a pochi secondi prima lo è davvero, ci appariva importante perchè non vedevamo altro...

Ciò che è importante davvero nella maggioranza dei casi non è ciò che riteniamo esserlo...
Ciò che è importante davvero nella maggioranza dei casi è qualcosa che consideriamo così lontano da noi, così irraggiungibile o così immodificabile che facciamo finta che non esista elevando al grado di importante cose che invece non lo sono...

Cosa vogliamo fare? Vogliamo toglierci l'imbuto che non ci permette di vivere davvero?
La mia risposta è Sì, ma la mia risposta cozza contro alla mia abitudine, la mia abitudine di guardare nell'imbuto e di vedervi problemi importanti da risolvere che in realtà non sono problemi o che comunque troverebbero facile soluzione se osservati senza l'imbuto, se osservati da una prospettiva ampia, da diversi punti di vista, da tutti i punti di vista, abbandonando le convinzioni, abbandonando le abitudini, abbandonando le convenzioni, abbandonando le idee fisse che sono impiantate dentro di noi...

venerdì 27 maggio 2011

L'ERRORE, fuori, dentro, intorno e anche di più...

9 commenti
N.b. è importante leggere tutto il testo per poter capire appieno il messaggio che rimane comunque un messaggio difficile da comunicare in modo chiaro: almeno per me!




Introduzione

Sono sempre stato dell'idea che quello che io chiamo visione globale sia un qualcosa da raggiungere in modo autonomo, in modo progressivo sulla base delle proprie esperienze di vita, accostando pezzo su pezzo fino a ricostruire il puzzle che rende palesi i collegamenti presenti tra cose all'apparenza scollegate.


Quella che chiamo Visione Globale non è mai stata per me un qualcosa che si possa trasmettere attraverso un articolo o un libro, ma qualcosa di personale, da raggiungere autonomamente.

Nonostante ciò mi rendo conto che tante parole vengono buttate al vento, che la maggioranza delle persone stenta ad allargare la propria visione, a vedere quei collegamenti che renderebbero molto più facile la comprensione di ogni articolo presente su questo blog.
Per questo voglio oggi rendere la cosa il più chiara possibile, voglio costruire il puzzle insieme a voi, in modo da evidenziare il più possibile quei collegamenti che possono cambiare il modo di vedere ogni cosa, che possono fornire un nuovo punto di vista molto più allargato.

Non farò questo elencando una caterba di informazioni interconnettendole tra loro per creare così una informazione definitiva... Quello che farò sarà tentare di unire, di dare un senso a ciò che a prima vista non ha senso, il mio scopo oggi è quello di farti capire come le pringless possano essere collegate all'undici settembre o alle scie chimiche o a qualunque cosa definita complottista.
Quello che cercherò di fare è un qualcosa che non so se sarò in grado di fare, non so se potrai capirmi, io cercherò di essere il più chiaro possibile, esistono tanti modi per dire la stessa cosa, oggi ne scelgo uno, se non sarà quello giusto ne proverò un altro... Ti chiedo solo di impegnarti e provare a capire, valutando ogni singola riga e ragionando con una mente il più possibile libera da pregiudizi: come diceva Einstein "La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre!".

Cominciamo allora il nostro viaggio, solo un'ultima avvertenza: se ben capito quanto stai per leggere può demolire le tue sicurezze e farti quindi trovare in uno stato in cui apparentemente non sai cosa fare, non sai più come muoverti: proprio questa "controindicazione" è la base per cui molte persone rifiutano di capire quanto segue, rifiuto che avviene in modo del tutto inconscio, facciamo molta fatica ad abbandonare le nostre sicurezze senza la certezza immediata di ottenerne subito delle nuove: abbiamo paura!
Bene detto questo ti anticipo che affrontando quella paura potrai vedere il mondo con occhi nuovi e questo, nonostante ciò che ti potrà apparire all'inizio, non potrà che migliorare la tua vita!

Se sei quindi pronto a ragionare, ad aprire la tua mente, ad affrontare la paura di perdere le tue sicurezze, allora possiamo partire!
Sarà un viaggio lungo... Porta con te dei viveri... ( magari non le pringles :-) )

martedì 24 maggio 2011

Prosciutto sugli occhi, mortadella e zucchine...

27 commenti
Oggi pomeriggio avevo preparato un lungo articolo che avevo intenzione di postare questa sera, l'articolo avrebbe parlato di visione globale, di cosa è per me, di come si possano collegare eventi e cose che non hanno apparentemente niente in comune, di come guardare al mondo con una consapevolezza diversa, che vada molto al di là di mere questioni materiali...

Poi ho acceso il pc, mi sono collegato a internet e nel giro di pochi minuti ho letto un sacco di cose che mi hanno fatto cadere le braccia, che mi hanno fatto capire che il post che avevo preparato non sarebbe servito a niente..

Ecco quello che ho visto:

E poi:

http://complottismo.blogspot.com/2010/01/alla-mia-mamma.html

http://complottismo.blogspot.com/search?updated-max=2011-05-12T05%3A44%3A00%2B02%3A00&max-results=1


E ancora  

da https://www.facebook.com/pages/LO-SAI/223254021018548

                                                   
e ancora



e di nuovo 

e tante altre cose tutte simili,
tutte evidenza di due fazioni contrapposte pronte a ridicolizzarsi l'un l'altra: i complottisti e i negazionisti. 
Già, perchè se non ci si affibbia una etichetta non si dorme bene...
Dico solo questo: se siamo vicini a una persona cieca iniziamo a prenderla in giro per la sua menomazione o la aiutiamo come meglio possiamo? Da ambo le parti non si vede che capacità di denigrare e ridicolizzare la parte opposta...

giovedì 19 maggio 2011

Condividere informazioni e pensieri... Ovvero: il magico mondo di internet

5 commenti
E' da un po' di tempo che rompo i coglioni in giro per facebook lamentandomi, ovunque e in tutte le salse, dell'improprio e scarso uso che, a mio modesto avviso, se ne fa.
Ora è arrivato il momento di motivare per bene tali mie perplessità.


Dunque...che cos'è internet?
Che cosa rappresenta per noi, che cosa ci ha permesso di fare rispetto a vari anni fa, prima del suo avvento?

Per me, internet significa soprattutto possibilità di accesso a dati e informazioni.
Che tipo di dati e informazioni?
Informazioni vive, in movimento, che si interlacciano fra di loro arricchendosi a vicenda pur proveniendo da fonti diverse, talvolta contraddicendosi l'un l'altra. Informazioni che cambiano, che si evolvono in tempo reale. Informazioni che derivano sia da fonti "ufficiali" che dal sapere e dalle opinioni delle persone comuni, come noi.
Internet è amatoriale e professiolnale, ufficiale e ufficioso al tempo stesso: immenso calderone in cui si mescolano allegramente il vero con il falso e il "non del tutto vero" con il "non del tutto falso", il sì con il no e con il nì.

Ricordo quando andavo a scuola (internet l'ho scoperto solo negli ultimi anni delle superiori) e dovevo cercare informazioni per completare ed abbellire una qualche relazione scolastica, e gli unici luoghi in cui andare a barcamenarsi per trovare questi preziosi dati erano le austere biblioteche e le pompose enciclopedie. A casa ho sempre avuto tantissime enciclopedie,

martedì 17 maggio 2011

Farsi la barba o uccidere... Che differenza c'è?

9 commenti
Vi racconto qui due brevi storie:

  • Giovanni, Italiano di 43 anni ha un mutuo da pagare. Giovanni non ha un lavoro, non sà come fare a tirare avanti. Un giorno decide di rapinare una gioielleria, entra, uccide a sangue freddo i due proprietari e ruba tutto quello che può. Ora Giovanni potrà pagare il suo mutuo per almeno un anno...

  • Marco, Italiano di 42 anni ha un mutuo da pagare. Marco è un operaio di una grossa ditta del nord Italia che lavora per Finmeccanica, si alza ogni giorno alle 7 di mattina e lavora 10 ore per poter pagare il suo mutuo. Costruisce mitragliatrici per elicotteri. Marco è sicuro di riuscire a pagare il suo mutuo se non perderà il suo lavoro...

Apparentemente Marco e Giovanni sono due persone molto diverse: uno uccide altri esseri umani per migliorare la sua condizione l'altro no: Marco è un lavoratore, Marco è una persona rispettata, Giovanni invece è braccato e appena lo scopriranno verrà rinchiuso e tutti lo denigreranno, tutti lo chiameranno assassino.

Ma Marco e Giovanni hanno molte più cose in comune di quanto la nostra società ci abbia insegnato a vedere...
Marco ogni giorno costruisce pezzi che serviranno per uccidere altri esseri umani: certo Marco non ha mai ucciso nessuno... Ma ha collaborato alla uccisione di molte persone.

Eppure Marco è considerato una brava persona, è stimato perchè lavora per pagarsi il mutuo al contrario di Giovanni che ha cercato la via più facile...

Per tutti Marco non stà facendo niente di male: d'altra parte se non li costruisse lui quei pezzi li costruirebbe qualcun altro... E poi bisogna lavorare e oggi è difficile trovare un lavoro... Meglio tenersi stretti quello che si ha: certo non è la cosa più bella del mondo costruire armi, ma Marco deve pagare il mutuo, fà bene a lavorare!

Se Marco smettesse di lavorare in quel posto si ritroverebbe con dei grossi problemi da risolvere, la via più facile è quella di tenersi stretto il posto...

martedì 10 maggio 2011

Il gioco del passaparola. Il ristorante in centro e l'idrante di cemento...

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Avete mai giocato da piccoli al gioco del passaparola? Consisteva nel mettersi seduti in fila uno accanto all'altro, il primo inventava una parola o una frase e la diceva nell'orecchio del suo vicino, il quale la ripeteva all'orecchio del suo vicino e così via fino in fondo alla fila, l'ultimo diceva la frase ad alta voce, la quale nella maggioranza dei casi non corrispondeva con quella iniziale. Ricordo che alle scuole elementari la nostra maestra ce lo faceva fare spesso e i risultati erano spesso esilaranti: una frase iniziale del tipo "siamo andati al ristorante in centro" poteva diventare "siamo stati all'idrante in cemento" e questo si verificava puntualmente anche se eravamo una classe di soli dieci bambini...

L'informazione partiva in un modo, poi attraverso il passaparola evolveva e assumeva un significato completamente diverso, era sempre una sorpresa scoprire quale era la frase vera, la frase iniziale: visto da fuori questo procedimento risultava sicuramente comico, immaginate poi se il bambino in fondo alla fila non avesse avuto la possibilità di parlare con i primi: sarebbe rimasto convinto che loro volessero comunicargli che erano stati dall'idrante di cemento e quindi avrebbe anche potuto considerarli stupidi in quanto non esiste nessun idrante in cemento... Mentre in realtà loro volevano comunicare che erano stati al ristorante in centro...

Questo era solo un gioco per bambini, ma nella nostra realtà di ogni giorno le cose non vanno molto diversamente, ciò che conoscevano i primi uomini è giunto a noi attraverso il passaparola e

mercoledì 27 aprile 2011

Nessuna verità

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Riporto qui parte della conclusione dello stupendo libro di Stefano Re "Mindfucking, come fottere la mente" che ritengo essere molto chiara, precisa e incisiva:


"...Abbiamo visto quanto ampia e costante sia l'applicazione di processi di condizionamento attorno a noi tutti. Ogni giorno della nostra vita, persino ora mentre leggete, siete sottoposti a condizionamenti e influenze che vi conducono, senza che voi lo sappiate, a stabilire valutazioni, avviare considerazioni, commettere azioni. Ciò che ne consegue non è soltanto quanto ciascuno di noi possa effettivamente sentirsi libero, bensì – e assai più radicalmente – quanto ciascuno di noi possa semplicemente DEFINIRSI. I nostri gusti, le nostre passioni, le nostre opinioni, sono frutto di influenze e condizionamenti.
Ciò in cui crediamo è soltanto ciò che siamo stati abituati a credere, sia sul mondo che sulla società o su argomenti metafisici. Ma prima di tutto su noi stessi. Se ci rendiamo conto che oggi non possiamo decidere ciò che vogliamo essere, dunque non abbiamo mai neppure realmente deciso che cosa siamo ora. Chi siamo in realtà? Se leggere queste parole vi dà una sensazione di disagio, soffocamento o nausea, l'unica efficace risposta è ricordarvi che cosa Morpheus sussurra a Neo nel film Matrix dopo averlo ricoverato a bordo del suo hovercraft:”Se ci fanno male gli occhi mentre guardiamo la realtà, è soltanto perché non li abbiamo mai aperti”.
Dal libro   "Mindfucking, come fottere la mente di Stefano Re

lunedì 7 marzo 2011

LA NOSTRA IDEA DEL MONDO PRODUCE IL MONDO

0 commenti
 Vi segnalo qui un post di Hacker L.L che ritengo essere basilare,

4 sfumature della realtà: LA NOSTRA IDEA DEL MONDO PRODUCE IL MONDO: "Scritto da L’Hacker L.L. il 5/3/2011 INTRO E se tutto ciò che ci raccontano fosse falso?"

AVVERTENZE: 
LEGGERE CON ANIMO APERTO, LASCIARE CHE LE PAROLE SUPERINO LA BARRIERA DI PREGIUDIZI E CONDIZIONAMENTI DI CUI TUTTI SIAMO VITTIMA E ARRIVINO GIU', FINO AL NOSTRO INTIMO PIU' PROFONDO!

lunedì 31 gennaio 2011

Ti è già stata posta la scelta?

2 commenti
Cliccando qui  possiamo vedere uno spezzone del film matrix che in molti avranno visto...
In questa scena Morpheus, (il nero), mette Neo di fronte a una scelta: continuare a vivere come ha sempre vissuto, mantendendo i suoi paraocchi, oppure iniziare a vivere in modo nuovo, iniziare a vivere senza paraocchi, accedendo così a verità che prima erano nascoste...

Scegliere la pillola blu fà rimanere le cose come stanno
scegliere la pillola rossa è un tuffo nell'ignoto che sicuramente cambierà le carte in tavola.

Ho chiesto a un mio amico che pillola sceglierebbe, e lui mi ha risposto:" Non sò, non mi è mai stata posta questa scelta..."

Questa risposta mi ha fatto pensare.

Tutto intorno a noi ci fà credere che non ci sia una possibilità di scelta, tutto intorno a noi ci fà credere che già sappiamo tutto, che non c'è nessuna verità profonda da scoprire, tutto intorno a noi ci convince giorno per giorno che il mondo in cui viviamo è il migliore che si possa ottenere al momento, tutto intorno a noi ci convince che siamo liberi, che possiamo fare ciò che vogliamo nel modo che vogliamo, tutto intorno a noi ci convince che sappiamo tutto quello che c'è da sapere, tutto intorno a noi ci insegna che non necessitiamo di una scelta tra ciò che conosciamo, crediamo reale e la verità, perchè ciò che conosciamo e crediamo reale è la verità!

E' in questo modo che il cerchio si chiude, è in questo modo che diventiamo schiavi totali: perchè lo schiavo non è tanto colui che è in catene, ma colui che non riesce più a immaginarsi la libertà!

La scelta esiste, e in ogni momento possiamo scegliere
se prendere la pillola blu o la pillola rossa:
se credere che sappiamo già tutto ciò che c'è d'importante da sapere o no
se uniformarci, fare quello che si deve fare o porsi delle domande, non accontentandosi delle solite risposte;
se credere a tutto ciò che ci propina la televisione o iniziare a vedere al di là delle informazioni  manipolate figlie di un sistema di controllo totale;
se subire una brutta malattia o sapere che possiamo guarire
se credere solo nella scienza e nella materialità o credere al soprannaturale, alle possibilità infinite
se continuare a credere nei nostri limiti o iniziare a pensare che non esistono limiti;
se limitarci a subire la realtà o iniziare a gestirla;
se seguire una religione piena di dogmi messi da uomini o cercare il divino al di là dei dogmi e delle fedi
se vederci come esseri mortali o immortali
se tenerci strette le nostre convinzioni o cominciare a toglierci i paraocchi vedendo le cose da un punto di vista molto più globale;
se credere che tanto sono tutte cazzate o cominciare a valutare la possibilità che ci sia qualcosa di vero, qualcosa di più di ciò che sperimentiamo ogni giorno...

Oggi ci viene posta la scelta, e continuerà a venirci posta fino a quando saremo in grado di concepire la possibilità che qualcosa non funzioni, che ci sia qualcosa di più...
Tutto intorno a noi stà lavorando per toglierci la capacità di concepire queste cose, tutto intorno a noi stà lavorando per rendere la gabbia in cui siamo rinchiusi sempre più invisibile ai nostri occhi...

Ma oggi è il giorno della scelta: pillola blu o pillola rossa?

dipende tutto da noi!

domenica 19 dicembre 2010

Visione globale, ufficiale e alternativo...

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La maggioranza delle persone è addestrata a difendere le informazioni che conosce, le informazioni che gli sono state inserite nel corso degli anni dai media, dalla società, dai genitori. Quando si presenta una informazione che stravolge una qualche convinzione si tende a non dargli troppo peso, a evitare di approfondirla per davvero, bollandola facilmente come una informazione sicuramente sbagliata figlia di un insieme di paranoici che hanno come loro fortezza principale internet...
Questo è quello che ci insegna la televisione: internet è pieno di informazioni sbagliate veicolate da personaggi che desiderano l'anarchia e mirano a screditare tutto e tutti senza nessuna prova e nessun dato dalla loro parte... Ne consegue che spesso chi riceve informazioni alternative tende a vederle come tutte provenienti da quel calderone inattendibile che gli hanno insegnato essere internet... I media però non dicono che esistono un sacco di libri che contengono informazioni alternative, libri che approfondiscono le questioni molto bene, portando dati e prove ben verificabili... Ma leggere un libro per farsi una idea, per poter valutare bene una idea prima di bollarla come fandonia risulta per molti un qualcosa di troppo impegnativo: viviamo nell'era della velocità, non abbiamo tempo, 15 minuti di telegiornale e già sappiamo tutto quello che dobbiamo sapere... Ci stanno coltivando davvero bene... Ed ecco che quella informazione che ci era arrivata agli orecchi diventa per noi l'ennesima fandonia, l'ennesima "voglia di veder complotti dovunque", senza che nemmeno sappiama da dove quella informazione provenisse, su quali dati si basasse, con quali argomenti sorreggeva la sua tesi... Ancora una volta sistema 1 individuo 0...
Poi questo non vuol dire che leggendo un determinato libro che tratta di un determinato argomento definito “alternativo”, automaticamente cambieremo idea, ma almeno

lunedì 6 dicembre 2010

La soluzione esiste!

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Come prima cosa pongo un bel indovinello:

Un giorno un re per dimostrare al popolo la sua bontà d'animo decide di liberare un prigioniero, convoca il popolo e davanti a tutti chiama il prigioniero.
A questo punto il re dice al prigioniero: " Vedi, su questo tavolo c'è un bicchiere, su quell'altro ce ne è un altro, sotto di essi c'è una pallina, io ho messo una pallina bianca e una pallina nera, se saprai dire dove è la pallina bianca avrai sarai libero, altrimenti rimarrai in prigione per sempre come da condanna..." In realtà però il re era perfido e aveva messo sotto quei bicchieri solo palline nere: il prigioniero che conosceva bene il vero volto del re si aspettava questa mossa, ne era consapevole.
Ora in quale modo il nostro prigioniero potrà salvarsi?


Bene, questo è l'indovinello... A prima vista sembra che il prigioniero non abbia nessuna speranza: deve trovare una pallina bianca ma ce ne sono solo delle nere!
Sembra non vi sia soluzione... Però continuiamo a pensarci nonostante l'apparente insolubilità, consci del fatto che è un indovinello e per forza di cosa deve esistere una soluzione, altrimenti non esisterebbe nemmeno l'indovinello... Continuiamo a pensare alla soluzione perchè siamo convinti che ci sia...

venerdì 3 dicembre 2010

Wikileaks, la più grande rivelazione...

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In questo giorni tutti parlano di wikileaks, dei segreti dei governi sbattuti sulla pubblica piazza, il curatore del sito viene ricercato in tutta Europa, addirittura è stato accusato di stupro, si arriva a definire l'operato di wikileaks "l'11 settembre informatico"...

Possiamo vedere la cosa in diversi modi
  1. possiamo partecipare emotivamente alla situazione, rimanendo incollati al televisore per sapere se e come questo individuo pericoloso è stato catturato, ponendo tutta la nostra fiducia nelle istituzioni, credendo veramente che tale personaggio sia un pericolo per la stabilità mondiale; un terrorista informatico da fermare in tutti i modi possibili...
  2. Possiamo elogiare wikileaks, contenti che ci sia finalmente qualcuno che dice la verità, una fonte autorevole che mette a nudo i segreti dei governi, perchè in fondo lo sappiamo che le istituzioni non sono poi così pulite come vorrebbero farci credere. quindi speriamo che non lo fermino, speriamo che Assange possa ancora mettere online altro materiale...
  3. Possiamo vedere tutta la situazione come un'ennesima presa per i fondelli organizzata nei minimi dettagli. 
Mi spiego:

martedì 30 novembre 2010

Il buco fuori dalla porta

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A- "Hey avete notato, c'è un grosso buco proprio subito fuori dalla porta..."
B- "Quindi? Cosa me ne frega a me: C'è SEMPRE STATO!"
A- "Sì, forse c'è sempre stato... Ma magari si potrebbe provare a chiuderlo"
B- "Ma cosa dici, siamo sempre andati bene così, ora arrivi tu vuoi cambiare tutto... Stai buono dai che è meglio!"
A- " Sì però se ci lavorassimo tutti insieme basterebbe poco per chiuderlo..."
B- " Ma la vuoi piantare? Sono sempre tutti usciti lo stesso, perchè non ti adegui anche tu come hanno fatto tutti?"
A- " Beh, è che mi sembra si possa far qualcosa, credo che si vivrebbe meglio se non ci fosse"
B- "Sì sì, sempre i tuoi viaggi... Dai basta, non mi stressare più, vieni con me fuori..."
A- "Va bè, però il buco c'è ed ora ci dobbiamo passare dentro... Proverò a non considerarlo come fai tu... Ma non credo ci riuscirò.... oramai mi son accorto della sua presenza, mi sono accorto di quanto sia scomodo continuare a passare da lì senza aver coperto quel buco... Mi dispiace, ma continuerò a stressarti perchè quel buco c'è anche se tu non lo vuoi vedere, perchè se tutti cominciamo a vederlo, se tutti ci accorgiamo di quanto sia scomodo passarci dentro ogni giorno, forse allora finalmente decideremo insieme di chiuderlo!"

"Chi ha orecchi intenda"

lunedì 29 novembre 2010

Perchè?

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Come è difficile guardarsi intorno, come è difficile togliersi i paraocchi...

Perchè ogni giorno continuiamo a vivere come se certe cose non esistessero?

Perchè continuiamo a sentire o a leggere determinate cose su ciò che ci circonda rimanendo comunque sempre impassibili?

Perchè accettiamo tante cose ingiuste senza nemmeno porci delle domande?

Perchè ci rifugiamo nelle classiche parole "ma tanto il mondo è sempre stato così..."?

Perchè non vogliamo aprire i nostri occhi?

Perchè continuiamo a considerare normale quello che di normale non ha nulla?

Perchè continuiamo a sperare che qualcuno faccia finire la crisi?

Perchè ci uniformiamo ogni giorno a quello che si deve fare, pensare, dire?

Perchè screditiamo chi vuole dire basta?

Perchè continuiamo ad abbracciare solo un punto di vista, il solito punto di vista, il punto di vista che ci è stato impiantato?

Perchè non iniziamo a reagire?

Perchè non la smettiamo di scegliere la strada comoda?

Perchè non iniziamo a prendere un pò di iniziativa?

Perchè non iniziamo a rialzare la testa?

Perchè leggendo questa lista di domande ci viene da chiederci "beh, e cosa dovrei fare poi io?"?

Perchè aspettiamo sempre e comunque un leader che ci manipoli trascinandoci dietro di se?

Natale e il problema dei regali

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Questa la definizione che trovo sul vocabolario della parola natale...

"Natale: solennità liturgica dell'anno cristiano, in cui si ricorda la natività di Gesù Cristo, il 25 dicembre."

Quattro giorni prima di natale il sole tocca il suo minimo durante il solstizio di inverno: abbiamo la notte più lunga dell'anno accoppiata con il giorno più corto dell'anno... Per i successivi tre giorni (22-23-24) il sole appare come fermo (Solstitium significa “Sole fermo”), fino al 25 dicembre giorno in cui il sole ricomincia ad alzarsi leggermente sull'orizzonte, è in questo giorno che gli antichi festeggiavano la rinascita del sole in un ciclo infinito che sostiene tutto ciò che è...
Nell'antica Roma ci si scambiavano luci (candele accese, torce..) a simboleggiare la rinascita del sole, il ritorno della luce, l'inizio del cammino che porterà poi al solstizio d'estate giorno in cui il sole domina le tenebre: è probabilmente da questa antica usanza che deriva la consuetudine di scambiarsi doni per natale...
Da un punto di vista più cristiano, vengono scambiati doni a simboleggiare il più grande dono che Dio poteva fare e cioè donare suo figlio per l'umanità...

Queste sono un pò le origini della consuetudine dello scambio di doni per natale (certamente ne possono esistere anche altre provenienti da altre culture, ma tutte in qualche modo collegate al solstizio d'inverno).

Simbolicamente il solstizio d'inverno rappresenta l'apice dell'introspezione, un ritorno nelle profondità di noi stessi dopo

venerdì 5 novembre 2010

Hai mai visto il presente?

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Quando guardiamo il cielo stellato stiamo osservando corpi celesti distanti centinaia di anni luce dalla terra...
Questo significa che la luce partita da quei corpi centinaia di anni fa noi la vediamo oggi: stiamo guardando il passato! Quelle stelle che vediamo potrebbero anche non esistere più, ma noi lo vedremo solo quando la luce partita da esse nel momento della loro scomparsa ci raggiungerà!
La luce porta a noi una informazione che noi decodifichiamo in immagine visiva, ma quello che stiamo vedendo non è la realtà effettiva di quel momento, ma la realtà effettiva di un momento già passato, magari anche di centinaia di anni...

Fin quando si parla di corpi celesti distanti anni luce dalla terra il concetto risulta chiaro, ma in realtà la stessa cosa avviene anche quando guardiamo il mondo che ci circonda durante le nostre azioni quotidiane... Certo non si parla più di anni luce, in effetti gli oggetti che stanno a un metro da noi sono a soli

mercoledì 27 ottobre 2010

Chip! (clicca sull'immagine per vederla ingrandita)

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Questo sopra è un cartello che è appeso nella mia città, che invita i padroni di cani a fargli inserire il microchip grazie al quale poter monitorare meglio il cane stesso, proteggerlo, rendergli la vita migliore...
A prima vista sembra una cosa ben fatta, inserisco questo chip e chiunque trovi il mio cane me lo potrà restituire senza problemi, chi possiede un cane con il microchip e pensa di abbandonarlo si ritroverà un problema in più, in quanto il cane porta scritto dentro di se il nome del padrone..
Tutte cose positive, addirittura la campagna sottolinea (attraverso altri volantini informativi) che se il tuo cane potesse parlare te lo chiederebbe lui stesso..
Ma non sono del tutto convinto che sia solo una cosa positiva e non solo per i possibili risvolti sottolineati nell'immagine di apertura..
Innanzitutto dotare un cane di microchip con su inciso il nome del padrone è comunque un atto barbaro in quanto suggella la sudditanza del cane verso l'uomo, lo rende in qualche modo schiavo marchiato, la sua vita diventa di proprietà di un uomo.. Certo, è considerato normale dire questo è il mio cane, ma io sono dell'avviso che ogni creatura vivente nasce libera per essere libera e penso che quindi un rapporto con un animale domestico dovrebbe essere basato sul mutuo soccorso: il cane mi fà compagnia, fà la guardia, io gli fornisco il cibo, lo tratto meglio che posso. Ma comunque il rapporto dovrebbe rimanere a mio avviso libero: se il cane per qualche motivo se ne vuole andare credo che dovrebbe essere libero di farlo.. Il microchip gli impedisce questo in maniera assoluta, perchè chiunque verrà a contatto con quel cane lo riporterà a quel padrone dal quale il cane voleva fuggire.. Per assurdo un cane che viene maltrattato e che riesce a scappare verrà subito riconsegnato al padrone bastardo grazie al microchip...
Questa comunque è solo una mia idea pienamente opinabile...

La cosa molto più grave e molto più subdola è la via che si comincia a costruire, piano piano fino ad arrivare a quel cartello dove la parola cane è stata sostituita dalla parola uomo!
Provate a leggere come risultano le frasi scritte in quel cartello nella nuova versione..

Un uomo senza microchip è un uomo senza identità

Senza chip un uomo è di nessuno

Nessuno lo può difendere

Nessuno può impedirgli di causare incidenti

nessuno te lo può restituire


Aiutaci a combattere il randagismo

Certo, alcune magari possono sembrare un pò strane, "Senza chip un uomo è di nessuno"," nessuno te lo può restituire" ma cosa significano in altre parole? Senza chip un uomo non è controllato da nessuno, nessuno lo può controllare
e in queste ultime due frasi molti di noi troveranno i motivi più forti per convincere tutti a mettere il chip, per renderlo obbligatorio: con la paura che ci stanno inculcando, pensare a un uomo che non può essere controllato non potrà che farci cagare addosso e quindi tutti a chipparsi, tutti in fila, è poco più di una vaccinazione non si sente praticamente niente e dopo sì che si è al sicuro, che si puo stare tranquilli... Ma speriamo che li becchino tutti i randagi.. Non si puo vivere tranquilli altrimenti...

Questo è il possibile futuro, l'umanità trasformata in un branco di cani domestici, sotto stretto controllo...

Ma non deve per forza essere così, possiamo ancora fare qualcosa, possiamo ancora svegliarci, la porta della gabbia è ancora aperta! 
Apriamo gli occhi e iniziamo a VEDERE...

martedì 28 settembre 2010

Fede

3 commenti
Cosa è la fede?
Avere fede in qualcosa significa essere convinti fino al nostro ultimo neurone, fino alla nostra ultima cellula della veridicità di quel qualcosa...
Direi che ognuno di noi ha fede nella gravità: se lasci andare un oggetto nel vuoto esso cade verso il basso, certo, nessuno di noi pensa una cosa diversa, è totalmente scontato, ogni giorno intorno a noi ne abbiamo la prova, da quando siamo nati è sempre stato così!
Abbiamo anche una salda fede nel fatto che se ci diamo una martellata su un dito proveremo dolore, che se abbiamo un osso rotto dovremo aspettare alcuni mesi perchè si ricomponga, che dobbiamo mangiare per sopravvivere etc. Tutte cose scontate...
Ultimamente alle nostre “fedi” diciamo storiche, stiamo aggiungendo nuove fedi, ancora più artefatte: abbiamo fede che aprendo il rubinetto uscirà l'acqua , che spingendo il bottone si accenderà la luce, che il cibo si trova nel supermercato etc. Quest'ultime forse son cose meno scontate, sicuramente nessuno ne aveva di simili nel 1800, ma ora, e con più passano gli anni esse si radicheranno sempre di più dentro di noi, fino a quando non diventeranno scontate come la gravità, fino a quando non si concepirà più nessun altro modo per bere acqua tranne l'aprire un rubinetto o una bottiglia, a quel punto avremo aggiunto in modo definitivo una nuova fede al nostro pacchetto di fedi, un'altra fede limitante fornitaci dal sistema che ci porta ad essere sempre più automi, a conoscere sempre meno di quello che ci circonda e di quello che siamo, tanto che se qualcuno dirà che forse per bere c'è anche qualche altro modo oltre all'aprire un rubinetto, tutti gli rideranno in faccia, dicendo che è solo un visionario...
Tutto ciò per sottolineare ancora una volta

lunedì 30 agosto 2010

Lo scopo, la verità, il lavoro e le sicurezze

8 commenti











Quale è il tuo scopo?
Quale è il mio scopo?
Vi siete mai posti questa domanda? Non è una domanda semplice, difficilmente troviamo una persona che sappia con esattezza quale sia il suo scopo...
Pensando un poco ognuno di noi può dire quale pensa sia il suo scopo al momento: qualcuno potrà dire che il suo scopo sia quello di avere un buon lavoro per poter mantenere la famiglia, qualcun altro potrà dire che il suo scopo sia quello di farsi una famiglia, un altro ancora invece potrebbe avere come scopo liberarsi dalla famiglia che lo circonda e lo assilla, un altro ancora potrebbe avere come scopo quello di vedere tutto il mondo viaggiando, altri dedicano la loro vita ai soldi: all'accumulo sfrenato di denaro, altri invece hanno come scopo quello di aiutare gli  altri, poi possiamo trovare chi vuole diventare famoso, chi dedica la vita alla ricerca scientifica, chi allo sport e chi in fondo non ha idea di quale sia il suo scopo.

Penso che qualunque sia lo scopo che uno crede di avere, lo scopo principale di ognuno di noi, ciò a cui tutti aneliamo, sia lo stare bene, che è un concetto molto molto ampio, ci può essere chi crede che starà bene accumulando un sacco di soldi e chi crede che starà bene aiutando i più disagiati a stare un poco meglio, chi crede che starà bene con un lavoro fisso e chi crede che starà bene solo se diventerà famoso per qualche motivo e così via...

Quanto siamo diversi l'uno dall'altro! Forse però una cosa in comune tutti l'abbiamo: nessuno di noi sa veramente  come si faccia a stare bene nel vero senso della parola: ognuno si crea uno standard attraverso il quale valutare se sta bene o se sta male, questo in base alle sue esperienze di vita, ai suoi condizionamenti etc.
Tutto ciò ci differenzia grandemente dagli animali: essi hanno tutti lo stesso scopo, agiscono tutti in sinergia per raggiungerlo e non si pongono problemi, in realtà apparentemente non hanno scelta, nascono con una idea e rimangono con quella idea fino alla morte...
Ho riflettuto su questo e posso vederlo da due lati opposti:

domenica 9 maggio 2010

L'abbandono della gabbia...

3 commenti
In questo video vi sono le capre di mio fratello, per 12 anni sono rimaste chiuse nel recinto,sono nate lì dentro, gli veniva portata l'erba di cui avevano bisogno, hanno sempre avuto da bere e un posto dove andare al riparo.. Però non erano libere, non erano libere di mangiare l'erba che più desideravano, di correre in spazi aperti, di sdraiarsi su un manto erboso.. La loro vita, dalla prospettiva esterna, risultava essere limitata all'interno di quel recinto, ma per loro era tutto ciò che si poteva avere, nascendo all'interno di quella gabbia, per loro rappresentava tutto, quello che stava al di là della rete era solo un qualcosa da guardare, ma mai avrebbero pensato di uscire da quella gabbia.. Per loro quella che noi vediamo come una gabbia risultava essere il mondo, il massimo della libertà. Quando questa gabbia è stata aperta, quando è stata data la possibilità a queste capre di uscire, di assaporare la vera libertà, di vivere davvero, esse sono risultate molto dubbiose, vedevano quante cose buone da mangiare c'erano, quanto era bello, ma arrivate sulla soglia, arrivate all'uscita dalla gabbia tentennavano, avevano paura e ritornavano all'interno, ritornavano nella loro casa, consapevoli che all'interno della loro gabbia non avrebbero mai avuto tutto quello spazio e tutta quell'erba, ma comunque restie ad abbandonarla, restie ad abbandonare un luogo che bene o male le aveva fatte campare per tutta la loro vita...
A un occhio esterno questo comportamento risulta stupido, dall'esterno si gode di una visione globale sulla situazione e si vedono benissimo le limitazioni all'interno della gabbia e l'abbondanza all'esterno, soprattutto si vede la gabbia: le capre dall'interno non vedono la gabbia, ma vedono la sicurezza, vedono tutto il  loro mondo, vedono il luogo in cui bene o male hanno vissuto, e non hanno idea che sia una gabbia limitante, questo le tiene ancorate al vecchio e le trattiene dal riversarsi nel campo aperto, pieno di cibo da scegliere liberamente...
La gabbia per loro non è una cosa limitante ma è la sicurezza, il quieto vivere.. Ci vorranno alcuni giorni perchè si abituino alla nuova situazione e allarghino la loro visione in modo da vedere la gabbia in cui vivevano come tale e iniziare quindi ad assaporare la vera libertà...

Quelle capre erano in quella gabbia da 12 anni... Noi viviamo intrappolati in una gabbia limitante da generazioni e generazione: tutto intorno a noi ci dice che questa gabbia è tutto ciò che si può desiderare, ci viene insegnato che per vivere bisogna fare questo e quello e sperare che le cose vadano bene, un po come le capre che per mangiare sapevano che dovevano belare forte e sperare che qualcuno gli portasse qualcosa, adattandosi a quello che gli veniva portato..
Ma la porta è aperta, e per mangiare non c'è più bisogno di belare forte e sperare, ora si può ottenere quello di cui si ha bisogno, le porte sono aperte sull'abbondanza, basta solo aprire gli occhi, vedere la gabbia e uscirne...
Quando la gabbia delle capre è stata aperta, nessuno poteva convincere le capre ad uscire, era una cosa che dovevano decidere da sole, e fino a quando non si sono rese conto dell'opportunità che gli si presentava hanno continuato a stare nella gabbia...
Siamo attaccati a questa realtà, anche quando non ci piace, perchè in fondo bene o male si tira avanti, ci si lamenta spesso che le cose che non vanno, ma raramente smettiamo di belare per imboccare la via verso l'uscita e mai abbiamo il coraggio di lasciare le nostre sicurezze, sicurezze che se potessimo vederle da una prospettiva più ampia, scopriremmo essere limiti, le scopriremmo formare una gabbia intorno a noi...
Ora come quelle capre possiamo decidere di imboccare la via verso l'uscita e iniziare a vedere le cose più in grande, più ci allontaneremo dalle nostre sicurezze e più vedremo la gabbia che prima non pensavamo neanche esistesse.. Oppure possiamo decidere di rimanere all'interno della gabbia, ma a questo punto non avrà più molto senso lamentarsi, belare brontolando per le cose che non vanno come vorremmo... La via è aperta e ognuno può percorrerla, ognuno a suo modo, essa ci porta all'uscita della gabbia, lungo un percorso in cui si abbandoneranno le vecchie sicurezze fino al passo finale in cui le vecchie sicurezze saranno del tutto abbandonate, e in quel momento, nel momento in cui non avremo più niente, allora avremo tutto: non avremo più niente dal punto di vista della gabbia, ma avremo tutto dal punto di vista più allargato, dal punto di vista dello specchio ! BUON VIAGGIO!
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